Domani ricorre l'anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992) e 2.500 fra docenti e studenti arriveranno a Palermo sulle navi della legalità partite questo pomeriggio da Napoli (con a bordo Don Luigi Ciotti, presidente di Libera) e da Civitavecchia (con a bordo il procuratore nazionalen antimafia Piero Grasso). Da Civitavecchia sono partiti anche i ragazzi di una trentina di scuole della Capitale, che ha una fitta rappresentanza. Ci sono il liceo Democrito, l'istituto paritario Falconieri, il liceo artistico Argan, la scuola media Alessandro Magno. "La mafia deve avere paura di noi", tuonano i ragazzi romani della scuola media Sinopoli, "stiamo andando a Palermo per colpirla al cuore con la nostra presenza. Noi non abbiamo paura, e loro?".
Fra i banchi per un po' i programmi hanno fatto spazio alla storia di 'Giovanni e Paolo', due italiani, come recita lo slogan di quest'anno. "Come una armata di pace dobbiamo conquistare la Sicilia armandoci di pazienza, pace, non violenza", ha detto Grasso nel suo saluto alla partenza a Civitavecchia. Grasso ha anche ricevuto una medaglia d'oro perchè presente a tutti i viaggi della nave della legalità. Domani mattina gli studenti partiti in nave si uniranno ai loro colleghi siciliani. Le due navi sono appunto state ribattezzate Giovanni e Paolo. L'anno prossimo se ne aggiungerà una terza in partenza da Genova. All'arrivo a Palermo, tutti all'aula bunker dell'Ucciardone, quella del maxi processo, per ascoltare i ministri Maroni (Interno), Gelmini (Istruzione), Alfano (Giustizia), Pretigiacomo (Ambiente).
A consentire la partenza alla volta di Palermo è stato il lavoro congiunto del ministero dell'Istruzione e della Fondazione 'Giovanni e Francesca Falcone". Snav ci ha messo i mezzi. Maria Falcone, sorella del magistrato, interverrà in più occasioni. Anche durante il corteo che dall'Ucciardone arriverà sotto la casa di Falcone e sotto l'albero che sta davanti al palazzo dove la gente lascia pensieri e messaggi. "Giovanni e Paolo- spiega Maria Falcone- sono due eroi moderni. Nell'anno in cui si celebrano i 150 anni dall'Unità d'Italia la loro memoria è più viva che mai".
La scuola "rinnova il suo impegno a insegnare ai giovani il valore della giustizia e della libertà- commenta il ministro Gelmini- proseguiremo il nostro impegno perchè tutti i giovani conoscano la vicenda umana di Falcone e Borsellino". |