"Ho notizie fresche di qualche minuto fa, sembra che Gheddafi non controlli più la situazione". Lo annuncia Silvio Berlusconi, parlando al congresso del Pri, a Roma. "Se tutti sono d'accordo sulla necessità di porre fine a un bagno di sangue raccapricciante e che le aspirazioni del popolo libico vanno sostenute con atti concreti, va detto che per noi il futuro è pieno di incognite gravi: potremmo avere nei prossimi mesi sulla sponda Sud del Mediterraneo stati più liberi e democratici- spiega il presidente del Consiglio-, ma potremmo anche trovarci a pochi chilometri da coste italiane pericolosi centri di integralismo islamico. Potremmo fare i conti con un'emergenza umanitaria, con decine di migliaia di profughi. L'Europa e l'occidente- sottolinea- non possono rimanere spettatori di questi eventi e soprattutto non possiamo farlo noi".
PRODI: "QUESTIONE PROFUGHI USATA PER LA POLITICA INTERNA" - "Quello che mi è dispiaciuto nel dibattito di questi giorni è usare" il rischio di profughi dalla Libia "come una specie di grande allarme che in qualche modo aiuta per la politica interna". Ad affermarlo è l'ex premier Romano Prodi, nel corso di un dibattito con l'ex commissario Ue, Gunther Verheugen, a Bologna, nell'ambito del convegno "Manifutura 2011". Parole, quelle di Prodi, che ricordano il monito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha invitato tutti a non fare del vittimismo sulle migliaia di persone in fuga dai Paesi in rivolta del nord Africa. "Sul problema dei profughi nessuno di noi può dire nulla- afferma Prodi- se la situazione si deteriora a lungo tempo, la spinta dei profughi certamente ci sarà". In Libia, in seguito alla rivolta contro Gheddafi, c'è uno "sbalestramento di tutta la vita economica- sottolinea Prodi- ed è qui il problema di dare assicurazioni" da parte dell'Europa "per evitare il flusso dei migranti, sul quale nessuno di noi può dare un numero.
Perchè se c'è attenzione e c'è la politica il numero può anche non avvenire". In ogni modo "dobbiamo prepararci- afferma Prodi- ma quello che mi è dispiaciuto nel dibattito di questi giorni è usare questo come una specie di grande allarme che in qualche modo aiuta per la politica interna. Questo non deve mai essere usato, soprattutto se si vuole una politica unitaria". Dunque, insiste l'ex premier, bisogna "prepararsi se ci sarà il problema, preparare tutto perchè il problema non avvenga e lavorare con un senso di solidarietà generale". Perchè, aggiunge Prodi, "un'azione e decisione generale della politica può aiutare una soluzione pacifica anche per la Libia, che invece è abbandonata alla sua tensione interna". |