«Quattromila liguri si sono rivolti al Corecom negli ultimi cinque anni – ha detto il presidente del Corecom Pasqualino Lino Serafini - per risolvere controversie con i gestori di telefonia. È un motivo di orgoglio presentare il nostro lavoro, perché il Corecom ligure è uno di quelli che funzionano meglio a livello nazionale. La competenza in questo campo è uno delle deleghe più importanti affidate ai Corecom, e, dopo la gestione delle conciliazioni tra utenti ed operatori, potrebbe arricchirsi di nuovi compiti». Lo ha detto il presidente del Corecom all’incontro organizzato oggi nella biblioteca del Consiglio regionale, sottolineando che la conciliazione è un servizio offerto gratuitamente dal Corecom ai cittadini.
Per garantire il funzionamento del Corecom il Consiglio investe 450 mila euro l’anno mentre l’autorità nazionale contribuisce con 50 mila. Nel suo saluto il presidente del Consiglio regionale Giacomo Ronzitti - che non è potuto intervenire per sopraggiunti impegni istituzionali - ha sottolineato come, a fronte del crescente sviluppo delle telecomunicazioni, l’Assemblea legislativa regionale sia già al lavoro per ampliare il raggio di intervento dei Corecom come dimostrato dalla decisione di attribuire al Corecom ligure la dignità di autorità indipendente regionale. Intervenendo al convegno il vicepresidente del Consiglio Luigi Morgillo ha ricordato l’importanza di incrementare l’attività di conciliazione per evitare l’ulteriore appesantimento del sistema giustizia.
La conciliazione, tema centrale della giornata, è lo strumento attraverso il quale le parti in disaccordo, opportunamente aiutate da una terza parte neutrale - in questo caso il Corecom - cercano una soluzione amichevole alla controversia. Non si tratta, quindi, di un processo, cioè un'azione giudiziale, e non stabilisce chi ha torto e chi ha ragione, ma cerca di trovare una soluzione condivisa alla controversia insorta tra le parti. Gli utenti che vogliono intentare una causa per la violazione di un proprio diritto sono tenuti prima a tentare una conciliazione attraverso il Corecom territorialmente competente. Sono state quattromila le richieste dal 2004 alla fine del 2008, sfociate in 3713 udienze di conciliazione. Nel 57% dei casi si è trattato di richieste inerenti servizi di telefonia fissa, a cui spesso sono collegati problemi legati all’utilizzo di internet. La metà delle vertenze di telefonia fissa ha riguardato Telecom Italia, seguita da Wind Telecomunicazioni, Fastweb, H3G, Opitel (già Tele2), Vodafone e altri gestori.
I ricorsi più frequenti sono quelli che contestano spese e fatturazioni non riconosciute. Un altro problema molto frequente è quello dei servizi offerti da nuovi operatori su infrastrutture di operatori esistenti o il passaggio da un operatore ad un altro. Le informazioni fornite dagli operatori telefonici agli utenti, in sede di proposta contrattuale o di perfezionamento del contratto, molto spesso, omettono di fornire indicazioni precise sulla complessità della procedura, di passaggio da un operatore all’altro, sull’impossibilità che questa venga interrotta, e sulla possibilità che si verifichino interruzioni del servizio non necessariamente di breve durata, elementi questi che se evidenziati a sufficienza inciderebbero non poco sulla formazione della volontà dell’utente nella fase di conclusione del contratto. Un incremento hanno registrato le controversie relative ai servizi internet, in particolare in adsl. Solo il 72% delle istanze di conciliazione presentate al Corecom ligure ha completato il suo iter con la presenza di tutte le parti in una udienza di conciliazione. Di questo 72 %, il 52 % ha raggiunto un accordo mentre il 48 % non è riuscita a trovare una soluzione.
Nell’ambito della telefonia mobile, invece, la maggior parte dei contenziosi riguarda l’attivazione di servizi non richiesti, la contestazione del traffico, la mancata applicazione o la variazione unilaterale delle condizione offerte. Insorgono problemi anche per quanto riguarda il traffico internet dal cellulare (wap), spesso attivato inconsapevolmente dall’utente con la conseguenza di addebiti di importi superiori rispetto alle tariffe scelte con l’opzione contrattuale. In questi casi, capita di frequente che l’utente non venga avvisato tempestivamente del traffico anomalo che si sta generando, con la sorpresa finale nella fattura. Per quanto riguarda l’attività di conciliazione vera e propria, è positiva la crescente disponibilità alla partecipazione ai tentativi di conciliazione di quasi tutti i gestori telefonici, con la sola eccezione di alcuni piccoli operatori. Significativa anche la graduatoria delle conciliazioni giunte a buon fine. Il 76 % delle istanze proviene dalla provincia di Genova, seguita da Savona con l’11%, Imperia col 5% e La Spezia con il 4%. C’è un 4% che riguarda utenti fuori Liguria ma che hanno utenze sul territorio ligure.
Come ha ricordato il dirigente del Consiglio regionale Franco Rizzo ripercorrendo i cinque anni di attività dell’organismo ligure, molti contenziosi si sarebbero potuti risolvere, anche senza ricorso al Corecom, se i gestori telefonici disponessero di call center efficaci e più in generale di un servizio clienti in grado di entrare nel merito dei problemi. All’incontro, che si è concluso con un confronto tra associazioni dei consumatori, operatori telefonici e ordine degli avvocati, hanno partecipato, tra gli altri, Maria Pia Caruso, dirigente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Alberto M. Benedetti, Università di Genova, presidente dell’Autorità sui servizi pubblici locali del Comune di Genova. |