“La questione sollevata dall’Ilva rischia di diventare una pericolosa penalizzazione per un numero ben preciso di lavoratori, già da tempo in difficoltà e con il serio rischio di perdere il proprio impiego”. Il segretario generale della Uil di Puglia, Aldo Pugliese, commenta così la richiesta dell’azienda siderurgica, avanzata al Ministero del Lavoro tramite Confindustria, della cassa integrazione in deroga per 1500 lavoratori a partire dal prossimo 6 dicembre e per l’intero 2011.
“E’ un duro colpo – ribadisce Pugliese – che compromette anche il rapporto con le categorie dei metalmeccanici. Trovare un accordo, a questo punto, non sarà affatto facile, giacché riteniamo che la richiesta di 1500 cassintegrati in deroga sia inammissibile ed esorbitata in confronto alla produzione da realizzare. E che penalizzi inspiegabilmente sempre gli stessi lavoratori”. La richiesta dell’Ilva giunge, secondo Pugliese, in un “momento sbagliato”. “In un periodo come questo – precisa il segretario generale della Uil di Puglia – in cui l’azienda è sotto la lente d’ingrandimento per le note questioni legate all’inquinamento industriale, una simile di richiesta rischia seriamente di creare sgradevoli screzi con le istituzioni locali e con le varie organizzazioni coinvolte.
L’Ilva, a fronte dei cospicui utili realizzati negli ultimi 15 anni, potrebbe, invece di sollecitare ulteriori ore di cassa integrazione in deroga, dare finalmente inizio a una serie d’interventi che rendano compatibile con la salute di lavoratori e cittadini l’attività dello stabilimento. Sarebbe un primo, fondamentale passo, verso una riconciliazione con la città, che eviterebbe di dare linfa a coloro che ne vorrebbero la chiusura definitiva”. |