L’imposta di soggiorno, così come applicata a Roma, finisce nel decreto del federalismo sul fisco municipale. Ma non sembra una buona notizia. Sarebbe più equo, sostiene Federalberghi, che a farne le spese non siano solo gli albergatori ma tutti coloro che traggono beneficio dalla domanda turistica. Si fa largo, così, la proposta Federterme di applicare una city tax su qualunque movimento commerciale riconducibile al turismo, con una percentuale minima a vantaggio dello Stato per potenziare, attraverso l’Enit, l’attività promozionale.
L’Assoturismo ricorda che l’imposta venne abolita nel 1989 perché inopportuna e che se venisse reintrodotta il federalismo fiscale partirebbe col piede sbagliato. Insomma l’imposta di soggiorno non la vuole proprio nessuno. alternative? Ci sarebbe quella, ma inattuabile, di ridurre la spesa pubblica improduttiva che soprattutto nel turismo raggiunge ogni anno cifre da capogiro. |