GazzettaEconomica
Iscriviti alla newsletter
Visualizza in formato pdf  Visualizza in formato pdf

L'ON. POLI BORTONE (IO SUD) SU L'EVASIONE NELLE COMPAGNIE PETROLIFERE

La Senatrice Adriana Poli Bortone di Io sud spiega, in un'intervista per AgenParl, come le eventuali evasioni fiscali da parte delle compagnie petrolifere danneggino lo Stato e il consumatore. “Mancate entrate per lo Stato di circa 50milioni di euro all’anno. Si tratta di soldi che le compagnie petrolifere non versano al fisco grazie ad un metodo di calcolo “discutibile”.

 

Come fanno ad aumentare il volume del prodotto petrolifero?

La misurazione del prodotto petrolifero avviene attraverso la densità dello stesso in rapporto all’acqua. L’acqua è 1, il gasolio mediamente 0,840. Questa misura equivale ad un litro di acqua. Nel calcolo matematico si prende il peso del prodotto, prima si calcola la tara dell’autobotte, poi il lordo, con il prodotto dentro e dunque si desume il peso netto del gasolio. E lì cominciano le differenziazioni. Per convenzione tra compagnia petrolifera e Stato, per il versamento dell’accisa si fa l’operazione a 15 gradi centigradi. Per fare un esempio pratico: 10.000 kg diviso 0,840 (densità riscontrata a 15 gradi centigradi) si hanno 11.900 kg. Su questo la compagnia versa allo Stato l’accisa allo stato di 0,47220/litro. Finita questa operazione, lo stesso peso netto rilevato viene poi utilizzato per la commercializzazione del prodotto perché nonostante la norma dica che l’accisa si paga sui litri di prodotto petrolifero immessi in commercio alla densità rilevata di 15 gradi, di fatto la compagnia petrolifera calcola la densità reale sul momento (temperatura ambiente). Ora, il prodotto petrolifero è soggetto a dilatazione dunque più viene riscaldato, più occupa volume. Quindi nel caso specifico di Taranto c’è un’anomalia, come in tutto il sud d'Italia, dove la temperatura esterna supera abbondantemente i 15 gradi. Nel momento in cui si va a caricare il prodotto ad una temperatura esterna di 30-35 gradi, la differenza è che il prodotto non è più 0,840 (la densità di riferimento), ma 0,820. Quindi gli stessi 10.000 Kg di cui sopra, che erano 11.900 litri, quando si fa 10.000 kg diviso 0,820 diventano 12.195 litri. E la compagnia fattura a chi acquista 12.195 litri anziché 11.900 quindi incassa l’accisa su 300 litri in più rispetto a quella che ha pagato. Uno si aspetterebbe a quel punto che la compagnia faccia un successivo storno allo Stato e invece no, non avviene questo. Se li tiene.

Come si può intervenire per riparare a questa distorsione?


A suo tempo sono state fatte una serie di interrogazioni a livello regionale a cui non è mai stata data risposta. Assopetroli ha fatto una battaglia per far riconoscere queste differenze. Immagini che l’utente consumatore acquista 10.000 kg di gasolio, trasformati in litri fanno 12.195 litri, per poi riceverne sempre e comunque un po’ meno, pagando l’accisa su tutto ma senza ricevere il prodotto per cui paga l’accisa. Cioè, lei quando fa il pieno alla macchina, paga l’Iva sul nulla. Lei pensi soltanto che se mette 10 euro di benzina, corretta in aria, ci rimette grosso modo mezzo litro di benzina, corretta alla temperatura ambiente. E lo Stato incassa l’accisa su tutti i litri che lei ha comprato. Oggi come oggi lo Stato incassa su nove litri l’accisa e su un litro non la incassa e lei di quel litro che non incassa ne riceve solo mezzo, ma paga per tutto. E’ contenta? A pagare alla fine sono sempre i cittadini.


Neanche la Magistratura può fare nulla?


Dopo una lunghissimo confronto di carattere fiscale e amministrativo, un momento prima della ‘sentenza’ si è arrivato ad un accordo tra le compagnie Petrolifere e le associazioni di categoria. Tale accordo sentenzia, in parole povere, che se su 100 ti manca 20, di questo 20 noi te ne riconosciamo 5. Siccome nel commercio vige il principio meglio feriti che morti, a quel punto si fece quell’accordo e tale è rimasto. C’è stato un primo scandalo nel mondo dei petroli circa 30 anni fa. Hanno arrestato un po’ di gente, poi tutto è finito del dimenticatoio tant’è vero che l’Autorità Garante della Concorrenza autorizza questo tipo di accordo nel 2004. Per la Puglia in particolare, la Regione ed Assopetroli hanno fortemente stigmatizzato il problema e l’allora Governo, di intesa con le compagnie petrolifere, ha avviato un percorso che ha portato tra il 2002-2003 a rendere effettivo un modello di rimborso dei cali tecnici da parte delle compagnie petrolifere ai gestori dei distributori stradali.


A quali compagnie petrolifere si fa riferimento nell’accordo? solo quelle del meridione o tutte?


No, tutte quante. Tutte le compagnie petrolifere ritirano ovunque e vendono ovunque perché esiste il principio della permuta. Le faccio un esempio pratico, ammettiamo che l’Ip a Genova ha 100.000 tonnellate. Deve venderne a clienti che ritirano 5 - 10 mila tonnellate nella zona di Taranto e Bari. Fa una permuta con la Eni e dice a Eni: “io ti do’ 10mila tonnellate sull’altro deposito di Opera, vicino Pavia, tu mi dai 10mila tonnellate su Taranto”. Il prodotto quindi esce sempre dallo stesso deposito, quello di Taranto, ma esce con un marchio diverso. Perché la base di carico, è sempre quella, la colonnina di raffinazione di carico è sempre quella, il serbatoio è sempre quello, non si sbaglia. Quindi le compagnie petrolifere sono tutte interessate.


Quindi che differenza c’e’ tra un tipo di gasolio e l’altro?

Nessuna

E la concorrenza come si crea?


La concorrenza?


E il resto dei cali, che posto occupa nella contabilità?


Il problema è che se superi le giacenze, entra in vigore il codice penale. Se no ci sono delle multe pensantissime a cui comunque nessun imprenditore vuol sottostare. Quindi uno deve trovare il modo o di comprare prodotto a nero per rimpinguare le mancanze o con documenti fiscali fantasiosi. Ma ammettendo che uno non voglia fare né l’uno né l’altro e rimanere assolutamente corretto, ovviamente va oltre i cali.
Nell’interrogazione lei ha fatto riferimento in particolare al deposito di taranto.

A quanto ammonterebbe la presunta evasione?


A occhio e croce io stimerei su Taranto, in maniera molto prudenziale, un mancato versamento di accisa di 60 milioni annui. Ammettendo che il ragionamento fin’ora seguito dovesse trovare riscontro si tratterebbe non di 60 milioni che non vengono tassati bensì 60 milioni che non vengono versati.


E’ impossibile pensare che una temperatura del genere valga anche per zone meridionali?


Nella realtà la temperatura non è mai di 15 gradi e il nostro ambiente in vent’anni è cambiato molto. Ma sarebbe tutto estremamente più semplice se si facesse una cosa uguale per tutti. Perché gli operatori devono tenere i registri di magazzino in Kg e poi vendere il litri? Perché i distributori stradali hanno invece magazzino in litri e vendita in litri? Per quale motivo l’accisa si paga a litri convertiti a 15 gradi mentre lo stesso prodotto viene convertito e poi commercializzato a 30, 35, 40 gradi? Ad ogni conversione corrisponde un passaggio di denaro, evidentemente. Se si unificasse la tabella di trasformazione non ci sarebbe un maggiore utile per il singolo consumatore o il singolo operatore. Ci sarebbe solo, da parte dello Stato, la possibilità di prendersi tutti i suoi soldi. E in un periodo in cui si parla di manovre dolorose, quando vengono chiesti sacrifici, mi sembra giusto che paghi in primo luogo a chi può farlo. Mi pare sia una questione di onestà basica, poi c'è anche il resto.

Sullo stesso argomento vi segnialiamo un nostro precedente articolo.


26/03/2012   SUD: BARCA, 3,5 MLD DI INVESTIMENTI ENTRO L'ANNO

02/03/2012   SI DIMETTE IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA PUGLIA

01/03/2012   LIBERALIZZAZIONI: BONELLI (VERDI), SCANDALO FONDAZIONI BANCARIE NON PAGHINO IMU

01/03/2012   LIBERALIZZAZIONI, MANTOVANO: NESSUN RETROMARCIA DOPO DIMISSIONI ABI

21/02/2012   CAMERA: OGGI IN AULA ESAME NORME SU PROCESSO PENALE

20/02/2012   LIBERALIZZAZIONI: LETTERA PARAFARMACIE AL GOVERNO, SIAMO STREMATI

06/02/2012   COMMERCIO ESTERO: URSO, AGENZIA UNICA PER PROMUOVERE SISTEMA-PAESE

25/01/2012   GIOCHI: BAIO, LETTERA A SCHIFANI PER SOSPENDERE CAMPAGNA 'GIOVANI E GIOCO'

SALUMI PIU? MAGRI E CON MENO SALE CON LE TECNOLOGIE
I VOUCHER IN AGRICOLTURA SONO UNO STRUMENTO CHE HA DATO SIGNIFICATIVI RISULTATI
AGROALIMENTARE: A TAVOLA VINCE L?ECONOMIA DELL?INGANNO
CONTRAFFAZIONE: POLITI ILLUSTRA LE PROPOSTE DELLA CIA
ISTAT: FAMIGLIE ALLO STREMO LA CAPACITÀ DI SPESA È AI MINIMI
TERREMOTO: SCOSSE NON STOP STRESSANO MUCCHE - 10 % LATTE
DALLE INTESE CON LE BANCHE UN REALE SOSTEGNO ALLE IMPRESE AGRICOLE
DE CASTRO: QUOTE LATTE ADDIO, SULLA PAC DIFFICILE CHIUDERE ENTRO L?ESTATE 2013