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MACCHINE MOVIMENTO TERRA: MERCATO A DUE FACCE
La crisi della cantieristica penalizza le vendite di mezzi meccanici sul mercato interno, che segna nei primi nove mesi dell'anno un passivo del 26,2% per le macchine movimento terra e del 47,2% per le macchine per lavoro stradali. In crescita, invece, le esportazioni, che nei primi sette mesi registrano un aumento complessivo in Europa del 57,2%.
 
Il mercato delle macchine per il movimento terra registra in Italia, nei primi nove mesi dell'anno, un pesante passivo. Le macchine "tradizionali" (apripista, escavatori cingolati e gommati, pale gommate) registrano un calo delle vendite del 29,6%, le terne un passivo del 28,2%, le "compatte" (miniescavatori, minipale compatte e cingolate) un negativo del 26,2%. Anche i dumper articolati e i sollevatori telescopici mostrano un calo rispettivamente del 31% e dell'11,3%, contribuendo ad una passivo totale per le macchine movimento terra pari al 26,2%. Ancora più pesante il calo nelle vendite di macchine per i lavori stradali (rulli, e vibrofinitrici), che complessivamente chiudono i nove mesi con un negativo del 47,2%. Nessuna inversione di tendenza, dunque, rispetto ai dati del primo semestre, quando le macchine per il movimento terra avevano segnato una passivo del 32,8% e le macchine stradali un passivo del 49,6%, a conferma di una crisi strettamente legata all’andamento del settore dell'edilizia e delle grandi opere che ancora non dà segnali di ripresa. L'industria italiana, pur in affanno per l'andamento del mercato interno, può tuttavia contare sulla ripresa delle esportazioni, che incoraggiate dal miglioramento dell’economia globale segnano percentuali d'incremento rilevanti. Secondo i dati Istat sul commercio estero, le esportazioni di macchine per movimento terra sono cresciute, nei primi sette mesi dell'anno, del 57,2% in Europa, con una valore complessivo di quasi 347 milioni di euro rispetto ai circa 220 milioni dello stesso periodo 2010. La quota maggiore di assorbimento è rappresentata dall'Europa dei 15, ma in crescita risultano le esportazioni nei Paesi UE di nuova adesione e negli altri dell'Est Europa (rispetto all’export nella UE dei 15, che segna un incremento medio del 55,8%, i Paesi di nuova adesione registrano incrementi del 68,4% e i Paesi dell'Europa orientale incrementi del 225%). Per quanto riguarda le altre aree del mondo, va rilevato come alla flessione dell'export verificatasi nei Paesi dell'Africa e dell'Asia (rispettivamente –17,6% e –18,5%) corrisponda un crescita consistente nelle Americhe (+71,7%), particolarmente accentuata negli Stati Uniti dove le esportazioni italiane crescono del 96%, per un valore complessivo di 34,3 milioni di euro.

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