di Leonardo Verdini
E’ emergenza per le campagne italiane. L’improvviso cambiamento del tempo di questi giorni, con il freddo polare (soprattutto con gelate diffuse al Centro-Nord, ma anche al Sud la situazione è difficile) e con le abbondanti nevicate, sta causando danni e disagi per gli agricoltori. Gravi le conseguenze, in particolare, per gli ortaggi a campo aperto e per la floricoltura. Le gelate (specialmente nelle ore notturne e nella prima mattinata) hanno avuto gravi effetti sui campi. A subire i danni maggiori è stato, comunque, il settore orticolo. Si segnalano colture distrutte per cavolfiori, broccoli, verze, spinaci, cicorie, radicchio, insalate e carciofi. Il freddo rigido sta facendo lievitare anche i consumi di gasolio agricolo soprattutto per il riscaldamento delle serre e stalle e questo costringe gli agricoltori a sostenere ulteriori costi, che vanno ad aggravare una situazione molto difficile per i nostri produttori.
Il brusco abbassamento della colonnina di mercurio, scesa abbondantemente sotto lo zero, sta mettendo a dura prova anche la vite e l’olivo che, in presenza di un perdurante gelo intenso, possono subire pesanti conseguenze. Dal canto suo, la neve, che in alcune zone è caduta copiosa, ha, in sostanza, reso impraticabili molte strade di campagna che conducono alle imprese agricole e ai territori rurali. Sono ancora una volta a forte rischio gli approvvigionamenti (mangime e foraggio) per il bestiame, mentre si cominciano a verificare pesanti difficoltà nel trasporto del latte. Per quanto concerne i prezzi, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, non si segnalano alla produzione rialzi.
Per questo motivo è opportuno vigilare su possibili rincari al dettaglio che possono nascere soltanto da manovre speculative. Un aspetto che vale soprattutto per la frutta. Mele, pere e agrumi, infatti, sono stati già da tempo raccolti e conservati in appositi magazzini e, di conseguenza, non hanno subito danni dal maltempo. Dunque, è opportuno che vi siano controlli che scongiurino artificiose impennate dei listini, che andrebbero unicamente a danno dei consumatori e degli stessi agricoltori. |