Nonostante l'impegno di Cia, Coldiretti e Confagricoltura sul costo dell'acqua 2011, il Commissario del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara Vito Latorre continua a fare orecchio da mercante e a non applicare gli accordi raggiunti presso la Regione Puglia. Infatti, la proposta presentata dalle associazioni di categoria, nel corso degli incontri, prevedeva il pagamento di 20 centesimi a metro cubo per l'impianto San Giuliano e di 25 centesimi al metro cubo per l'impianto del Sinni. Nella loro proposta le organizzazioni di categoria chiedevano un prezzo trasparente, stabilendo a priori l'eventuale conguaglio che non doveva superare più o meno il 10% del costo base.
Va inoltre precisato, a parere delle organizzazioni, che non è possibile caricare sui costi di esercizio irriguo, di circa tre mesi, altri costi che sono da addebitare al bilancio consortile. Naturalmente, mentre si continua a temporeggiare ed a perdere tempo, diminuiscono i turni irrigui, il caldo aumenta, i giorni passano e per alcune colture potrebbero esserci seri danni; così le aziende, laddove è possibile, pur di evitare la perdita delle produzioni si stanno organizzando per trovare soluzioni alternative. Le aziende che questa mattina si sono recate presso i caselli ed hanno sottoscritto una domanda di prenotazione sull'impianto San Giuliano, per irrigare un ettaro di terreno, circa 14 irrigazioni per un totale di 70 ore, con le nuove aliquote rideterminate, devono pagare euro 1.008,00 oltre eventuale conguaglio; tale somma scaturisce dai conteggi che il dirigente del servizio agrario del Consorzio di Bonifica, dott. Franco Fatone, ha ritenuto di calcolare.
Quindi il comportamento del Commissario e dei dirigenti del Consorzio sta determinando oltre che un danno per le casse del Consorzio di Bonifica, in termini di mancate domande ed introiti, un danno per l'intera economia agricola della zona occidentale, sopratutto nelle zone in cui l'unica possibilità di irrigazione è quella degli impianti consortili. Le organizzazioni di categoria fanno appello al Presidente Niki Vendola e all'Assessore Regionale Dario Stefano affinché si intervenga tempestivamente per scongiurare danni alle colture pregiate della zona occidentale. Lo scenario potrebbe essere quello che, pur essendoci la disponibilità di acqua nei canali, temendo eventuali conguagli “stratosferici”, le aziende non sottoscrivono le domande. A questo proposito ed al fine di scongiurare eventuali problemi di ordine pubblico, si chiede al Prefetto di Taranto di intervenire per sollecitare la risoluzione della questione. |