Roma - La sforbiciata a indennità e vitalizi di deputati e senatori, prevista nella manovra economica che sta per essere varata dal Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, non piace a Gerardo Bianco, ex parlamentare e storico esponente della Democrazia Cristiana. Tanto da sollecitare, con una lettera inviata in questi giorni, una presa di posizione dell'Associazione degli ex parlamentari della Repubblica. Una lettera "del tutto disinteressata", spiega Bianco, "poichè la minacciata cancellazione dei vitalizi non può incidere sui diritti acquisiti". E poi perchè non si tratta di una questione economica, in ballo c'è "il futuro della nostra democrazia rappresentativa e repubblicana", da difendere c'è "l'autonomia deliberatrice delle Camere".
Il tutto con una stoccata a Tremonti: "Certe sbrigative scelte, che cancellano i presidi materiali della libertà e dell'autonomia parlamentare, porteranno alla democrazia del censo, degli opulenti e dei lobbisti". "E' inaccettabile - scrive Bianco nella sua missiva - che esponenti di alcuni gruppi parlamentari e partiti politici assumano posizioni in ordine alla fine del mandato parlamentare senza alcun confronto con l'Associazione Nazionale dei Senatori e dei Deputati delle precedenti legislature, che potrebbe aiutare a chiarire le idee e a suggerire opportune soluzioni".
"Decisioni così rilevanti - continua - nono possono essere assunte senza un inquadramento istituzionale, sotto la pressione di campagne delegittimanti, frutto spesso di disinformazione". Gerardo Bianco ricorda il valore parlamentare e costituzionale del principio dell'indennità e del vitalizio: "L'indennità e il vitalizio - si legge ancora nella lettera - sono conseguenza diretta del dettato costituzionale, come previsto dagli articoli 67 e 69. Il vitalizio non è una pensione, ma un'assicurazione di vita rivolta a garantire anche nel futuro l'indipendenza del parlamentare cessato dal mandato ed è fondata su un principio di mutualità e quindi con il concorso di contribuzioni solidali. L'inserimento di questa materia nei bilanci delle Camere che hanno costituzionalmente autonomia finanziarie rende indipendenti le decisioni che riguardano i parlamentari dalle deliberazioni governative. E' questo un principio che sarebbe molto miope cancellare".
E al Ministro dell'Economia lancia prima un avvertimento e poi una proposta di collaborazione: "Tremonti può usare la leva fiscale e la usi, ma si astenga dall'interferire sull'autonomia delle Camere; può confrontarsi sulle risorse da attribuire al Parlamento, ma non decidere sullo status dei parlamentari". "L'Associazione nazionale dei parlamentari - conclude Bianco - è pronta ad offrire a Tremonti una disinteressata collaborazione di un nutrito pool di Ministri e sottosegretari dei passati governi che hanno affrontato momenti delicati della nostra economia, come quelli del 1992-1994, oltre che varie decine di esperti di bilanci statali che potrebbero dare utili suggerimenti. Restiamo in attesa". |