Verona, 2 febbraio 2010. L’andamento del 2009 è stato pressoché parallelo a quello dei redditi e dei mercati agricoli: negativo. Massimo Goldoni, presidente di Unacoma (l’unione nazionale dei costruttori di macchine agricole), non ne fa mistero. «Lo scorso anno abbiamo perso mediamente il 30 per cento a valore», dichiara dal quartiere generale della sua azienda, nel modenese, «con punte negative che hanno raggiunto anche il 50 - 60 per cento sulle mietitrebbiatrici e le macchine di grandi dimensioni, destinate al movimento terra». Uno scenario decisamente preoccupante, che ha costretto a rivedere tutte le politiche industriali dei costruttori di macchine agricole, un settore altamente avanzato nel più ampio spettro della meccanizzazione Made in Italy, che fa dell’export una via privilegiata del proprio business, con punte di volumi destinati oltre confine che superano anche il 70 per cento.
Che 2010 sarà? Il numero uno di Unacoma intravede una ripresa. Non nell’immediato, però. «Nel primo semestre intravediamo ancora delle difficoltà», specifica Goldoni, «mentre nella seconda parte dell’anno, a partire dall’estate, dovremmo invertire la rotta». Molto dipenderà da alcune strategie che l’Italia dell’agricoltura riuscirà ad adottare o meno. «Riteniamo che sia necessaria una politica di sostegno della meccanizzazione in agricoltura», raccomanda Goldoni, «evitando di cadere nell’errore di aiuti a pioggia, che risulterebbero inefficaci». Meglio seguire altre strade.
«Bisognerebbe introdurre nei Piani di sviluppo rurale delle Regioni misure specifiche di sostegno alla modernizzazione di un parco macchine agricolo che in Italia è particolarmente obsoleto», suggerisce Unacoma. «Basti pensare che su 1,5 milioni di trattrici, il 75 per cento ha più di 25 anni». Altra linea da seguire, secondo Massimo Goldoni, è la «rottamazione per categoria». Prevedere cioè contributi sia sotto forma di sconto da parte dei costruttori (o dei concessionari) che di incentivi ministeriali per sostituire macchine e trattrici agricole. «In modo tale per cui un trattore venga sostituito con un trattore, una mietitrebbiatrice con una mietitrebbiatrice, un aratro con un aratro, senza salti di categoria che potrebbero vanificare un piani di svecchiamento reale».
Una rottamazione dunque «mirata», che tenga conto anche delle esigenze di sicurezza sul lavoro e di rispetto dell’ambiente. Allineata alle esigenze di sostegno alla meccanizzazione e alla rottamazione anche Liliana Carraro, amministratore unico della Antonio Carraro. Con un ulteriore suggerimento: «Sostenere le esportazioni, che nel 2009 sono crollate del 70 per cento e che costituiscono l’ossatura dell’industria meccanica in agricoltura». L’hobby farming traino della meccanizzazione. Pur in uno scenario economicamente desolante come è stato il 2009 per le vendite di trattori in agricoltura, il fenomeno dell’hobby farming, cioè degli agricoltori per passione, ha registrato performance migliori rispetto ad altri settori o categorie di macchine compravendute. Il mondo poco conosciuto dei «dopolavoristi agricoli», che coltivano la terra per diletto, per produrre ortaggi e frutta da autoconsumo, allevare animali di piccola taglia, produrre vino, olio e marmellate verrà illustrato con una fotografia piuttosto definita nei propri contorni nel corso di Fieragricola.
Venerdì 5 febbraio (Sala Puccini, ore 10), a Veronafiere, Nomisma presenterà appunto la ricerca condotta con il mensile Vita in Campagna su un campione di 4mila lettori, dalla quale emerge che gli hobby farmer (per il 47,7 per cento pensionati, il 12,2 per cento impiegati, il 9,3 per cento operai) – esclusi dai censimenti ufficiali dell’agricoltura – rappresentano al contrario un’ossatura importante per la tutela dell’ambiente e del territorio. Ma anche un segmento in grado di sostenere alcuni settori delle meccanica agricola. Una conferma su questo punto arriva proprio da Massimo Goldoni: «Nel 2009 il calo minore registrato da Unacoma si è confermato proprio per i trattori compatti e il segmento del giardinaggio e degli specializzati per piccoli frutteti e vigneti». I trattori compatti e per l’hobby farming a Fieragricola.
A Veronafiere le aziende leader del settore dei compatti e dei mezzi per l’hobby farming, cioè Goldoni (padiglione 4, stand D4-D5), Antonio Carraro (padiglione 3, stand E5) e Bcs (padiglione 4, stand A6-A8, B6-B8) presenteranno alcune importanti novità (per tutti i dettagli: http://www.agricolturaonweb.info). Per i cosiddetti «agricoltori del weekend», secondo Carlo Cislaghi, direttore marketing del gruppo Bcs, il must da seguire è la semplicità nell’utilizzo. «Chi lavora in campagna per hobby desidera infatti macchine belle, maneggevoli, semplici e funzionali», osserva Cislaghi, «oltre che economiche». A Fieragricola, comunque, sarà presente anche la gamma destinata al vigneto e al frutteto. «In questo caso le tecnologie sono più sofisticate, a partire dalle cabine pressurizzate ai joystick, con cambi sincronizzati e trasmissioni idrauliche».
Per Bcs il 2009 non è andato affatto male, anzi. «In Italia abbiamo tenuto le quote di mercato – spiega Cislaghi – mentre in Spagna, che è il nostro secondo mercato di riferimento, abbiamo avuto un crollo, che puntiamo a colmare parzialmente nel 2010. Ma nel mirino quest’anno abbiamo anche altri Paesi, dall’Europa Centro-Orientale ai Paesi dell’ex Jugoslavia, fino alla Grecia». Grande attenzione agli hobby farmer da parte della Antonio Carraro, che da dieci anni è presente sul mercato proprio con la linea «Dolce vita» e che presenterà a Fieragricola un quadri-cingolo rivoluzionario per il settore. «Presenta tutti i vantaggi dei cingolati», osserva Liliana Carraro, «a partire dalla possibilità di operare in qualsiasi condizione meteo e su qualsiasi terreno e con una velocità massima di 40 chilometri orari, ma senza i limiti e lo stress delle operazioni effettuate su cingoli».
Fonte Fieragricola |