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MONTI, QUADRO ORMAI DELINEATO, OGGI DAL CAPO DELLO STATO

"A quanto si apprende negli ambienti del Quirinale, il Presidente del Consiglio incaricato, senatore Mario Monti, ha chiesto udienza al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per stamattina, intorno alle ore 11.00, per sciogliere la riserva". Lo si legge in una nota del Quirinale. IL VIDEO DELLE PRINCIPALI NOTIZIE

 

Le principali notizie del tg parlamentare dell'AgenParl, edizione mattina.

- Ricevuto l’ok anche da Pd e Pdl il Presidente incaricato Mario Monti salirà oggi alle 11 al Quirinale dopo che ieri sono terminate le consultazioni con le forze politiche e le parti sociali, per la formazione del nuovo Governo. L’Aula della Camera resta convocata a domicilio, lavori sospesi fino al voto di fiducia che, salvo sorprese, dovrebbe avvenire entro venerdì.

- Proseguono a rilento le attività delle commissioni alla Camera. Oggi alle 12 si riunisce soltanto la commissione Lavoro per un incontro dell’Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi.

- Anche al Senato Aula ferma e attività delle commissioni rallentate. Al lavoro la commissione Finanze che alle 14.30 incontra i rappresentanti della Corte dei Conti per il seguito dell’indagine conoscitiva sulla riforma fiscale.

- Al lavoro anche la commissione Istruzione Pubblica, che a partire dalle 14.30 vota il decreto che punta alla  valorizzazione dell’efficienza delle università. In agenda anche il decreto sullo stanziamento dei fondi per enti, istituti, associazioni e fondazioni da parte del ministero per i Beni Culturali. Appuntamenti in calendario per ieri, ma poi rimandati.

- In commissione Lavoro al Senato, a partire dalle 15.15, sono attesi i rappresentanti di Federdistribuzione per parlare delle conseguenze occupazionali della crisi. E nella stessa commissione in esame anche due proposte di regolamento del Parlamento Europeo: una relativa all’adeguamento del Fondo europeo alla globalizzazione per il 2014-2020, e l’altra per un programma di cambiamento e innovazione sociale.

 

DI PIETRO (IDV), STIMA A MONTI, MA SUBITO RIFORMA LEGGE ELETTORALE

“Certamente meglio Monti che Berlusconi al Governo per presentarci in Europa ma nel merito vogliamo vedere quali provvedimenti pone in essere ”. Così esordisce il leader dell’Idv nel suo intervento a Radio24 edizione della mattina che sulla questione della eventuale presenza di alcuni politici nella composizione del Governo rimane cauto “Dipende da chi viene messo – afferma Di Pietro – in ogni caso riteniamo sia necessario sapere chi compone la squadra, qual è il programma e in quanto tempo intende realizzarlo e Monti, al riguardo, si esprimerà in modo chiaro e preciso dopo il voto di fiducia e, quindi, noi rimaniamo in fiduciosa attesa”. Il Leader dell’Idv ribadisce poi la volontà di andare quanto prima alle elezioni ma solo dopo avere attuato la riforma della legge elettorale “C’è bisogno di una nuova legge elettorale che vorremmo che facesse il Parlamento ma pensiamo che non lo faccia ed è per questa ragione che abbiamo raccolto le firme per il referendum che porterà gli elettori da qui a qualche mese a decidere se cambiare la legge elettorale”. Poi una battuta su Monti “E’ persona seria e competente e bisognerebbe non dare peso alle voci che, dato che ha fatto il consulente per una banca allora difenderebbe il mondo dei banchieri”. E sulla scadenza del mandato ed il programma “Che Monti voglia avere più tempo possibile per espletare il suo mandato è comprensibile ed è difficile dare un termine di scadenza. La prima cosa che abbiamo chiesto a Monti - afferma Di Pietro - è la legge del buon esempio dove non mettere niente che si possa chiedere ai cittadini ma fare applicare alla casta e alla politica e a tutti coloro che fino ad oggi non hanno fatto il loro dovere il rendiconto del danno sin qui provocato come ad es. eliminare i privilegi che ci sono nella politica, ridurre i loro costi, rilanciare la lotta all’evasione fiscale”.

BUTTIGLIONE (UDC), E' TEMPO DI POLITICA STRAORDINARIA, PROBLEMA DI MONTI E' CHE 2+2 DEVE FARE SEMPRE 4

 "Questo e' un governo politico: se va male il Paese va a fondo": cosi' Rocco Buttiglione (UDC) questa mattina nel corso di Omnibus, in onda su LA7. "C'e' un problema di limpidezza nel sostegno politico a questo governo perche' sia nel PD che nel PDL esistono forti resistenze. Se il fatto che non ti diano ministri politici e' un modo per spararti alla schiena alla prima occasione, questo e' grave", ha aggiunto. "Non e' tempo di politica ordinaria: e' tempo di una politica straordinaria che ci chiede unita'. Bisogna uscire dalla mentalita' faziosa che dice 'purche' ci siano un vantaggio per la mia fazione vada pure in malora il Paese". "Il problema del governo Monti e' che 2 più' 2 deve fare sempre 4".

LA RUSSA, FINI SI DIMETTA

 "Offriamo un appoggio leale e senza trabocchetti a questo esecutivo, ma dev'essere chiaro che si tratta di un governo di emergenza - così esordisce Ignazio La Russa (Pdl) in un'intervista di oggi su La Repubblica - Deve essere però esclusivamente tecnico, non solo per le differenze di pelle che avremmo a stare insieme al centrosinistra, ma perchè è il più adatto a un ruolo emergenziale".
"Quando non sarà più indispensabile rinviare le elezioni, dovrà cedere il passo ad un governo del popolo" aggiunge. "Patti chiari e amicizia lunga, finiti i compiti che gli sono assegnati il governo tecnico non avrà più ragione di stare in carica - continua La Russa che, sul presidente della Camera Fini, dice "Il Cavaliere non ha mai capito perchè il cofondatore del Pdl non appoggiasse un governo di centrodestra. A questo punto, l'unico segnale che deve dare Fini sono le sue dimissioni". E conclude "Ora sono al partito in pianta stabile e ho detto affettuosamente ai miei collaboratori: 'Sono cavoli vostri'!".

VELTRONI (PD), SOSTEGNO FORTE A MONTI

 "Abbiamo due compiti importanti, risolvere la crisi e lavorare alla nuova legge elettorale e alle riforme istituzionali". Ad affermarlo è Walter Veltroni, deputato del Pd, in un'intervista sul quotidiano L'Unità. "Indebolire Monti chiedendo tempi brevi per il suo governo è molto pericoloso. Siamo entrati in una fase nella quale due elementi possono avere un effetto positivo nel lavoro di contenimento del rischio. Il primo è la chiusura della stagione berlusconiana. Il secondo sta nella forza e nell'autorevolezza di Monti, un nome che da solo trasmette un'immagine di serietà, competenza e responsabilità. Ci vuole un governo con un alto profilo tecnico, con personalità il cui nome e la cui storia parlino al Paese".

CIAMPI, ITALIA ANCORA A RISCHIO

 "L'Italia ha rischiato di passare a una situazione difficilmente controllabile, adesso si gioca una larga parte del proprio futuro di paese occidentale moderno e sviluppato''. Così l'ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, in un'intervista al Fatto Quotidiano.
''Non sono a conoscenza di pressioni particolari da parte dell'Europa o di altri soggetti - spiega Ciampi - perche' si arrivasse a un'accelerazione per la formazione di un nuovo governo, ma e' stata un'iniziativa autonoma del Presidente Napolitano quando ha visto lo spread arrivare a quei livelli. Dobbiamo avere credibilita' anche sulla crescita. La nostra economia e' ferma da anni, il reddito non aumenta. Il rapporto debito/Pil e' appunto costituito da due elementi. Il nostro problema - evidenzia Ciampi - non e' solo il debito, ma anche il Pil, e per rendere quel rapporto sostenibile e' necessario che si operi sulla crescita. Posso solo dire che quando e' stata annunciata la nomina di Monti mi sono affrettato a congratularmi con lui''.

BRIGUGLIO (FLI), OPPOSIZIONE NON CANCELLA FALLIMENTO STORICO LEGA

 "La Lega va all'opposizione dopo 3 anni e mezzo di governo. Il bilancio è un fallimento: il federalismo è morto, i ministeri al Nord sono finiti nella farsa, i barconi con gli immigrati continuano ad arrivare, a Milano il Carroccio è finito nella polvere insieme alla Moratti. E' vero, Maroni ha dato buona prova nella lotta alla criminalità organizzata, ma con lui i poteri criminali hanno penetrato il Nord stipulando alleanze e affari con pezzi del ceto imprenditoriale, politico e amministrativo. Insomma un disastro attestato dalle incursioni rabbiose dei militanti su Radio Padania, dai congressi decisi a tavolino, dalle contestazioni a Bossi, dalla caduta nei sondaggi. Sono sicuri Bossi, Maroni, Calderoli che la via dell'opposizione solitaria nel momento in cui dovrebbero assumersi le proprie responsabilità è la strada giusta per fare dimenticare il fallimento storico al governo del Paese?". E' quanto dichiara Carmelo Briguglio, vice presidente vicario dei deputati di Fli.

BOCCHINO (FLI), NON ACCETTABILE CHI STA CON UN PIEDE DENTRO E L'ALTRO FUORI

"La reazione incerta dei mercati, così come lo spread che supera i 500 punti, è dovuta anche all'indecisione e alle dichiarazioni irresponsabili di chi non è convinto del sostegno a Monti. Noi abbiamo un'unica soluzione per uscire dalla crisi e salvare il Paese: dare a Monti la possibilità di fare il governo e presentare il suo programma". Lo ha detto il vicepresidente di FLI, Italo Bocchino.
"È chiaro - aggiunge - che tutti dovranno assumersi la responsabilità di sostenere questo esecutivo, ma è altrettanto chiaro che i mercati giudicheranno anche il tipo di fiducia che i partiti daranno a Monti".
"Fli e il Terzo Polo sosterranno il governo senza se e senza ma, oltre a dare la disponibilità a far parte dell'esecutivo qualora il presidente del Consiglio incaricato decidesse di chiedere ai partiti di entrare con delle figure politiche", continua Bocchino.
"Se vogliamo ribaltare la situazione bisogna sporcarsi le mani e non è accettabile la posizione di chi sta con un piede dentro e l'altro fuori solo per capire se questo esecutivo sarà in grado di fare quello per cui è stato chiamato", conclude il vicepresidente di FLI.

BRUNO (TERZO POLO), PD E PDL VOGLIONO GOVERNO CHE GOVERNICCHI

 "Pdl e Pd, i due pilastri del disastroso bipolarismo all'italiana, sembrano essere quasi d'accordo sul volere non un Monti che governi ma che, al massimo, governicchi. Magari attraverso i condizionamenti che potrebbe esprimere il Parlamento dei "politici" da attivare a comando per stoppare un esecutivo di soli "tecnici". Un vero peccato che i loro tanti disagi interni prevalgano rispetto all'interesse del Paese. Noi speriamo ancora che abbia la meglio il buonsenso". Lo dichiara il senatore del Terzo Polo Franco Bruno, responsabile nazionale enti locali di Alleanza per l'Italia.

RADICALI, AUMENTA SOSTEGNO A CANDIDATURA PANNELLA ALLA GIUSTIZIA

 "Continuano ad aumentare i messaggi di sostegno alla candidatura di Marco Pannella a Ministro della Giustizia". Lo comunicano i Radicali in una nota. "Tra le personalità che hanno firmato l’appello anche moltissimi accademici come il prof. Claudio Radaelli, direttore del Centre for European Governance, che ha dichiarato "aderisco perche' con Pannella ministro il nuovo governo assicurerebbe agli italiani un importantissimo elemento di programma, cioe' l'amnistia per la Repubblica". Il prof. Stefano Marchiafava, Ordinario presso l'Università 'La Sapienza' di Roma, che della candidatura del leader radicale scrive "e' tra quelle di piu' alto profilo per un tale impegnativo ruolo, sia rispetto ai problemi nazionali che internazionali“. Il Prof. Antonello Miranda Docente di Diritto Privato Comparato, presso l'Università degli studi di Palermo, il quale non solo appoggia convintamente questa candidatura, ma vedrebbe benissimo Pannella anche al Ministero dell’Economia. O il Prof. Gian Gaspare Zuffa, Ordinario presso l'Università degli studi di Bologna che dichiara "a molti apparirà una candidatura provocatoria, tuttavia, se ci fermiamo a riflettere con onestà intellettuale, riconosceremo facilmente che il curriculum di una vita di battaglie ideali e di azione di Marco Pannella e’ forse il piu’ appropriato a porre le condizioni di una vera riforma del sistema giudiziario e carcerario italiano". Ed ecco come Giuseppe Di Federico, professore emerito di Ordinamento giudiziario all' Università di Bologna, ha motivato il proprio appoggio a questa iniziativa: "Il sistema della giustizia italiana versa in condizioni di indifferibile urgenza: pertanto, Marco Pannella ministro di tale dicastero (situazione purtroppo improbabile) rappresenterebbe certamente un'auspicabile garanzia dello Stato di diritto nel nostro Paese. Da ricordare la mozione, presentata da Rita Bernardini a inizio legislatura e approvata dal voto di Alfano, che riguardava l'assetto del pubblico ministero, l'obbligatorietà dell'azione penale, la divisione delle carriere, una valutazione della professionalità e una modernizzazione organizzativa e tecnologica dell'apparato giudiziario. L'amnistia può essere dolorosa, ma è sicuramente necessaria per ritrovare un corretto rapporto tra pena ed esecuzione; inoltre, davanti ad una subumana gestione delle carceri, risulta impossibile una soluzione diversa nel breve e medio periodo. Al Senato è stato approvato all'unanimità e in via definitiva un provvedimento in base al quale anche i magistrati di prima nomina potranno svolgere funzioni inquirenti e, in taluni casi, giudicanti. C'è da dire che nella magistratura italiana, contrariamente agli altri Stati d'Europa, l'inamovibilità è ampia, se è vero che dopo tre anni dalla prima assegnazione il singolo magistrato ha acquisito di fatto il diritto (in teoria facoltà del Consiglio) di essere trasferito alla sede da lui richiesta, pur lasciando sguarnita quella che abbandona. C'è da dire, inoltre, che per una serie di riforme nel campo dei concorsi, l'età media dei candidati è salita, senza minimamente essere valutata, invece, l'importanza dell'esperienza giudiziaria, assente al momento dell'ingresso in magistratura, per il quale sono sostanzialmente richieste nozioni solo teoriche (ciò non accade in altri Paesi)."".

FEDERTURISMO-CONFINDUSTRIA CHIEDE A MONTI IMPEGNO CONCRETO PER TURISMO

Il Consiglio Direttivo di Federturismo Confindustria, riunitosi oggi, ha formulato l’auspicio che il Presidente incaricato Monti possa portare a termine positivamente l’incarico ricevuto, considerando anche l’importante contributo che l’industria del turismo italiana può arrecare alla crescita economica ed occupazionale del Paese. In tale quadro Federturismo si augura che la nuova governance del turismo possa avvalersi di competenze tecniche di altissimo livello imprenditoriale e manageriale, espressione della vasta area della rappresentanza d’impresa. Lo riporta una nota di Federturismo - Confindustria.

TOTOMINISTRI: AMATO, LETTA E ICHINO NELLA SQUADRA DI GOVERNO DEI BOOKIE

Mentre il presidente del Consiglio Mario Monti prosegue nelle consultazioni per la formazione del nuovo governo, i bookie "nominano" Giuliano Amato ed Enrico Letta. La possibilità che entrino a far parte della squadra di Monti, riporta Agipronews, si gioca sulla lavagna di Unibet rispettivamente a 1,10 e 1,38. Leggermente staccato il giuslavorista e senatore del Pd Pietro Ichino, la cui nomina a ministro vale 1,45 volte la scommessa, come la riconferma di Franco Frattini agli Esteri. Riprende quota l’ipotesi di Gianni Letta (in lavagna a 1,62), la cui nomina potrebbe rafforzare il sostegno del Pdl al governo Monti, mentre tra i tecnici spicca il direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni: il suo ingresso nella squadra di governo si gioca a 1,65.

LETTA (PD), PD SOSTIENE NAPOLITANO E MONTI E SI CONFERMA PILASTRO PER USCIRE DALLA CRISI

“Il Partito democratico ha confermato in questi giorni di essere un pilastro per l’uscita dell’Italia dalla crisi. Il Pd sostiene compiutamente il lavoro del presidente della Repubblica e del senatore Monti, dimostrando che nel momento dell’emergenza il Partito democratico e il suo gruppo dirigente unito e determinato è un asset decisivo per il paese. Abbiamo fiducia che il presidente incaricato, senatore Monti, saprà individuare alla luce delle consultazioni appena terminate le soluzioni migliore per uscire in modo positivo dalla crisi”. Così in una nota Enrico Letta, vice segretario del Pd.


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