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NATALE: NIENTE “BOOM”, MA L’AGRITURISMO “TIENE”

 

Niente “boom”, ma neanche crollo. Per le feste di Natale, l’agriturismo “tiene”. Non si ripeteranno certo gli exploit degli anni passati con il tutto esaurito. Tuttavia, più di 350 mila italiani hanno deciso di trascorrere le vacanze in campagna, a contatto con la natura e all’aria aperta, pronti a gustare i piatti tipici di qualità e legati con il territorio. Le mete più ambite quelle a ridosso delle località montane e dei centri sciistici. E’ quanto sottolinea Turismo Verde che ha condotto un sondaggio presso le aziende e da esso risulta, come del resto è già avvenuto durante l’ultimo “ponte” dell’Immacolata (lo scorso 8 dicembre), che le prenotazioni mostrano una situazione non omogenea nelle varie realtà territoriali: alcune regioni o province, particolarmente vocate alle vacanze estive, registrano un significativo calo rispetto allo scorso anno (meno 10 per cento), mentre in altre si fa il “pienone”.

Insomma, una situazione a “macchia di leopardo” che denota una frenata dell’intero settore. E così la crisi continua, anche se con minore intensità rispetto agli altri settori, a far sentire i suoi effetti sull’agriturismo. Le preoccupazioni per gli operatori del settore, alimentate soprattutto dagli alti costi di gestione, restano e il minor afflusso di ospiti e i soggiorni “mordi e fuggi” (due-tre giorni), concentrati in particolare nei fine-settimana, contribuiscono ad accrescere un clima d’incertezza. Dal sondaggio emerge, comunque, che per i giorni di Natale (dal 24 al 26 dicembre) gli agriturismi registrano prenotazioni molto a rilento, mentre si hanno risultati migliori per la notte di San Silvestro e per la settimana che si conclude con l’Epifania. Questo perché gli italiani preferiscono trascorrere la festa natalizia in casa e in famiglia.

Dal 27 dicembre in poi, invece, sarà afflusso nelle aziende agrituristiche Il merito di questa generale “tenuta” non è solo della voglia di relax degli italiani e della scelta effettuata da molti stranieri, soprattutto tedeschi, seguiti da francesi, inglesi e spagnoli, ma anche dei prezzi convenienti. Sono pochi, infatti, i casi di aziende che hanno ritoccato in rialzo i listini rispetto al 2008. Sempre vincente è, dunque, il buon rapporto qualità-prezzo: sono proprio gli agriturismi, che hanno saputo leggere le richieste degli ospiti ed hanno investito sulla qualità, ad avere i risultati più positivi. Le mete più gettonate, anche per la vicinanza alle stazioni sciistiche, sono ancora quelle del Trentino, del Veneto, del Piemonte, della Lombardia.

Affluenza, pur con qualche calo rispetto allo scorso anno, anche nelle aziende che si trovano vicine alle città d’arte, con Toscana, Umbria, Lazio e Marche in testa. Ma anche le altre regioni tengono, ognuna con la sua peculiarità di offerta, anche se i record degli scorsi anni, al momento, restano un bel ricordo. Si punta molto sul “last minute”. Da rilevare, inoltre, che è cambiata la domanda: sia gli ospiti italiani che quelli stranieri preferiscono la vacanza breve, il week-end lungo consultando, nel 60 per cento dei casi, le guide on-line. E’, però, ancora forte il passaparola, che significa premiare quelle aziende che hanno fatto dell’ospitalità una forma di accoglienza attenta, curata e professionale.

In redazione L.V.


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