La siccità si è dimostrata nel passato la grande alleata degli incendi come dimostra il fatto che nell’ultimo decennio per numero di roghi rilevati si segnalano tra i peggiori gli anni 2003 e 2007, con valori nettamente al di sopra della media, dovuti, tra l'altro, all'anomalo andamento climatico rilevato nell'Italia centrale e meridionale: il 2003 e il 2007, infatti, sono stati anni secchi e caldi, con temperature particolarmente elevate e scarso apporto pluviometrico durante il periodo estivo. Va precisato, però, che la correlazione del numero di incendi e delle superfici interessate con la pioggia e la temperatura massima non è necessariamente elevata in tutti gli anni, in quanto sull’estensione delle superfici percorse dal fuoco incidono numerosi altri fattori, principalmente quelli di origine umana.
I buoni risultati ottenuti sono dunque il risultato da una parte dalla crescita di una cultura dell’attenzione e della responsabilità tra i cittadini ma anche dalla maggiore efficacia dell’attività di prevenzione e controllo anche grazie alle iniziative di collaborazione con gli agricoltori messe in atto negli ultimi anni per le attività di segnalazione e sorveglianza. Nonostante l’arrivo del grande caldo non c’è al momento il rischio di siccità per effetto delle precipitazioni che durante la primavera sono state infatti il 12 per cento superiori alla media dopo un inverno che, per effetto della straordinaria caduta della pioggia e della neve, si è classificato al secondo posto tra i più piovosi da trent'anni un inverno. Ma poiché sugli incendi pesano molto però i comportamenti dell’uomo e la Coldiretti ha pertanto elaborato un decalogo salva bosco con l'obiettivo di aiutare a proteggere i circa dieci milioni di ettari di foreste che coprono un terzo del territorio.
La prima regola per evitare l'insorgenza di un incendio nel bosco è quella di evitare di accendere fuochi non solo nelle aree boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse, mentre nelle aree attrezzate, dove è consentito, occorre controllare costantemente la fiamma e verificare prima di andare via non solo che il fuoco sia spento, ma anche che le braci siano completamente fredde. Soprattutto nelle campagne non gettare mai mozziconi o fiammiferi accesi dall'automobile e nel momento in cui si è scelto il posto dove fermarsi verificare che la marmitta della vettura non sia a contatto con erba secca che potrebbe incendiarsi.
Inoltre non abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone boscate o in loro prossimità e in particolare, evitare la dispersione nell'ambiente di contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici, ecc.) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente. Nel caso in cui venga avvistato un incendio non prendere iniziative autonome, ma occorre mantenersi sempre a favore di vento evitando di farsi accerchiare dalle fiamme per informare tempestivamente le autorità responsabili a partire dal Corpo forestale (1515) o dai vigili del fuoco (115). Dal momento che un elevato numero degli incendi è opera di piromani o di criminali interessati alla distruzione dei boschi, occorre collaborare con la Forestale e con i corpi di Pubblica sicurezza per fermare comportamenti sospetti o dolosi favoriti dallo stato di abbandono dei boschi nazionali. |