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NEL “DAY-AFTER” NESSUN EFFETTO SUI CONSUMI DI CARNE IN ITALIA

Si invita i consumatori a non farsi prendere dal panico: non c’è alcun motivo di allarme. Sui casi di emergenza alimentare l’Ue faccia subito chiarezza e individui le responsabilità. Bene i controlli, mantenere alta la vigilanza.

 

Gli hamburger italiani che arrivano sui banchi di vendita sono controllati in tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla distribuzione. Lo afferma la Cia, tornando sulla vicenda dell’intossicazione da batterio E.coli che in Francia ha portato alcuni bambini in ospedale. All’indomani del caso scoppiato a Lille, fortunatamente in Italia non si segnalano tensioni sui mercati zootecnici all’ingrosso e al consumo non si registra alcun ribasso particolare o insolito sull’acquisto di carne bovina. Ma le preoccupazioni sull’evoluzione della vicenda restano: gli allevatori aderenti alla Confederazione temono, oltre al calo delle vendite, anche l’effetto “speculazione”. Se dilatati nel tempo, infatti, allarmi come questo possono costringere i produttori a vendere sottocosto a causa della crisi.

E sarebbe disastroso, visto che già oggi i nostri allevatori subiscono le conseguenze del calo strutturale dei consumi di carne bovina (meno 4,6 per cento nel 2010 e meno 5,1 per cento nel primo trimestre 2011). Quindi invitiamo i consumatori a non farsi prendere dal panico: non c’è nessun allarme, le produzioni nazionali sono sicure e completamente estranee a ogni forma di epidemia batterica. D’altra parte i costi italiani per la sicurezza alimentare sono quasi doppi rispetto al resto del mondo e il sistema dei controlli sugli allevamenti non ha pari in Europa. Senza contare che l’etichettatura d’origine sulle carni bovine, obbligatoria per legge, non solo contiene informazioni sul “luogo di nascita”, ma anche sul “paese di ingrasso” dei bovini.

Bene l’operazione dei Nas, coordinata dal ministero della Salute, che ha deciso di operare un sequestro preventivo in Italia di una partita di hamburger a marchio “Steaks Country”, la ditta produttrice della carne sospettata di aver provocato l’intossicazione alimentare in Francia. Ma quello che è veramente importante adesso è che l’unione europea prenda in mano seriamente la situazione e faccia la massima chiarezza, individuando nel più breve tempo possibile le responsabilità dei diversi casi.


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