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NEL PADIGLIONE DELLA FRANCIA UN CHANEL DEI NOSTRI GIORNI

Cappellini, borsette e bijoux ripropongono il fascino degli “Anni Folli”

 

Coco Chanel, la regina della moda, è approdata alla chetichella alla 74^ Fiera del Levante. Sembrava proprio di sì, stando alle prime impressioni del pubblico in visita al padiglione della Francia, dove, in uno stand, è tutto un fiorire di borsette, bijoux e cappellini in velluto e feltro. Cappellini tanto estrosi e divertenti che avrebbero fatto invidia alla contessa Marina Ripa di Meana. No, non sono di Coco Chanel – precisa Mara Maliardi - anche se tutti questi articoli ripropongono, talvolta in termini un tantino ironici, la fantasiosa creatività della “zingara di lusso”, come venne denominata, dopo aver manifestato le sue indubbie simpatie per i “bijoux”, i cosiddetti “gioielli poveri”.

E di “gioielli poveri” ne produce a profusione – come si evince, dando una scorsa più approfondita allo stesso variopinto stand - una sua fans ed epigona, la signora Brigitte. Che dalla Costa Azzurra è giunta a Bari con un carico di leccornie che mandano in tilt le numerose ragazze che affollano quel curioso porto di mare. Ma, ad attirare maggiormente l’attenzione, sono i cappellini che sfoggiano piume, strass e pietre dure. Cappelli neri, verdi e rosso-cremisi, tutti inspirati alla moda in auge negli Anni Folli, per esaltare il fascino di Eva. E sempre in tema di cappelli sprigiona suadenti richiami un esemplare a forma di cuffia con larghe tese, con fiori in stoffa e applicazioni di perline e paillettes. Ma al di là del suo avveniristico “design”, è di particolare menzione il suo duplice uso: di giorno si può usare come un vero e proprio cappellino da esibire nella mattinata oppure nel pomeriggio; di notte serve da paralume.

Accanto ai cappellini una ridda di borsette della Parigi del bon ton. Borsette di ogni dimensione e colore che, a guisa degli esemplari in voga nella capitale francese ai tempi di Josephine Baker, la “Venere nera” che aveva conquistato la “città dalle mille feste”, vestita solo di un gonnellino di banane. Quasi tutte in velluto o in raso, hanno un comune denominatore: lustrini e paijllettes, con sottili manici in bronzo dalla chiusura ermetica. E per completare la toilette del gentil sesso ci sono, a portata di mano, collane, bracciali ed anelli. Irretiscono l’inclito e l’incolto per il loro “aplomb” che punta tutte le sue “chances” sull’estro creativo, tanto è vero che il materiale, in linea con i dettami di Chanel, è quasi sempre di semplice stoffa.



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