È arrivata l’ufficialità: il gruppo UniCredit riorganizza il proprio modello di servizio sull’intero perimetro europeo, probabile premessa alla creazione in Italia di una banca unica per tutto il territorio nazionale. Falcri Confsal, storico sindacato autonomo del settore del credito, esprime preoccupazione per un progetto riorganizzativo che avrà pesanti ripercussioni dal punto di vista operativo sulle lavoratrici e sui lavoratori del gruppo, nonché per l’ipotesi di un’ulteriore contrazione dei posti di lavoro, in un paese che ha fame di lavoro e di certezze economiche, oltre che di uscita dalla precarizzazione. Falcri Confsal presterà particolare attenzione che il processo riorganizzativo avviato da UniCredit non metta in discussione importanti conquiste ottenute, quali l’organizzazione su base multipolare dei centri di back-office e la prassi consolidata di trasferire le lavorazioni là dove sono le persone, scongiurando in tal modo pericolosi fenomeni di mobilità territoriale e professionale.
Nel contempo, Falcri Confsal, sindacato storicamente attento alle autonomie territoriali, vede peraltro con interesse l’ipotesi di un modello di servizio più focalizzato sulle esigenze del territorio, e in tale contesto Falcri Confsal guarda con attenzione all’approntamento di una struttura dedicata al sostegno delle piccole e medie imprese, che costituiscono il tessuto dell’economia del paese.In UniCredit si sta avviando un processo complesso, il cui percorso deve essere avviato con il pieno coinvolgimento del sindacato, secondo quei consolidati schemi che hanno consentito la condivisione di importanti accordi precedenti, ed a questo proposito Falcri Confsal si rende disponibile fin d’ora al confronto con l’azienda e con tutte le altre organizzazioni sindacali. |