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NUCLEARE, PD: "SUBITO PUBBLICA LA LISTA DEI SITI PER IL DEPOSITO SCORIE"

ROMA - "La lista dei 52 siti che per la Sogin potranno ospitare il deposito di scorie nucleari va immediatamente resa pubblica. Lo prescrivono regole minime di trasparenza e democrazia, lo impone la necessità di scongiurare nuovi casi Scanzano Jonico".

 

"E' scandaloso- aggiungono i senatori del Partito democratico- che la lista preparata dalla Sogin sia tenuta segreta dal governo. Questo contraddice l'esigenza di procedere nella massima chiarezza e nel coinvolgimento di tutti gli interessi coinvolti alla scelta dei siti nazionali ed è la conferma che il governo Berlusconi e la sua maggioranza hanno in mente una via militare per il ritorno all'energia atomica, in cui ai cittadini vengono imposte scelte decise da pochissimi senza nessun controllo democratico".

GREENPEACE: "UN'ALTRA TRUFFA" - "La lista dei siti presentata dalla Sogin è un altro esempio della 'truffa nucleare' che il governo Berlusconi sta preparando agli italiani". Il direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio, spiega il perché sul blog dell’organizzazione (www.greenpeaceitalia.org/blog). Il Lazio sarebbe molto coinvolto, con tanti siti considerati, secondo i criteri adottati, oggettivamente 'adatti'. "Solo ieri, infatti, è giunta notizia (Sole 24 Ore) che il presidente Berlusconi, ministro per lo Sviluppo economico ad interim, aveva chiesto alla Sogin di non pubblicare e proseguire con il piano di localizzazione", rileva Onufrio.

Le ragioni "esplicite- ricorda il direttore esecutivo di Greenpeace- sono due: i criteri per la definizione dei siti idonei dovrebbero essere quantomeno 'validati' da un’Agenzia per la sicurezza nucleare, che in tutti i Paesi in cui questa tecnologia esiste, è la massima autorità di garanzia per la sicurezza". Purtroppo, però, l’Agenzia non esiste ancora "e dunque non può aver emesso alcun criterio di scelta- segnala Onufrio- peraltro, quando verrà costituita, avrà un centinaio di tecnici (ce ne vorrebbero almeno 400) provenienti da Ispra ed Enea, molti dei quali prossimi alla pensione". Inoltre, lo studio "andrebbe prima sottoposto a Valutazione ambientale strategica- ricorda il direttore di Greenpeace- ma, si sa, in Italia le valutazioni ambientali è meglio non farle". Il governo Berlusconi "mostra dunque un’arroganza che viola ogni principio di trasparenza e dibattito democratico- conclude Onufrio- si producono gli studi di localizzazione prima di aver presentato criteri di esclusione e valutazioni ambientali e aver fatto, almeno formalmente, una consultazione con i portatori di interessi".

fonte «Agenzia Dire»


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