Roma, 28 giugno 2011 – “Una Relazione che approva molte delle richieste presentate dalle Centrali cooperative agricole italiane, a partire dalla programmazione produttiva dei formaggi e dal rafforzamento del ruolo dell’interprofessione. Resta però da chiarire la funzione da attribuire alle Organizzazioni dei produttori (OP), ancora troppo poco chiara, e l’aspetto dell’obbligatorietà dei contratti in relazione alle forme cooperative”. È quanto dichiara Maurizio Gardini, presidente di Fedagri-Confcooperative, anche a nome dei presidenti Giovanni Luppi di Legacoop Agroalimentare e di Giampaolo Buonfiglio di Agci- Agrital, riguardo all’esito delle votazioni sul “Pacchetto Latte” in Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. “Grazie soprattutto allo sforzo congiunto di tutti i parlamentari italiani che, dopo l’ottimo lavoro svolto sulla Pac e sul “Pacchetto qualità”, confermano il loro forte impegno in campo agricolo – continua Gardini - importanti passi in avanti sono stati compiuti nell’ambito della proposta Ue rispetto alle disposizioni relative alla programmazione produttiva dei formaggi, che consolidano l’analoga misura già inserita nel Pacchetto Qualità, e che viene considerata dalla filiera italiana uno strumento indispensabile di gestione nell’ormai imminente fase post-quote latte”. “Bene – aggiunge Gardini - anche il rafforzamento del ruolo dell’interprofessione che renderà più trasparenti i rapporti di filiera e più equa la ripartizione del valore lungo la catena di approvvigionamento così come l’attenzione posta ai rapporti tra produzione e distribuzione organizzata, segno concreto di un impegno dell’unione Europea ad affrontare il tema in tutti dossier oggi aperti sull’agricoltura”.
È, invece, sul fronte del ruolo del OP che la cooperazione agricola evidenzia la poca chiarezza del testo appena licenziato, circa il ruolo da attribuire alla produzione organizzata, oltre che alla questione dell’obbligatorietà dei contratti in relazione alle forme cooperative. “Le OP- sostiene Gardini - devono essere imprese a tutti gli effetti e per far questo devono vendere il prodotto dei propri soci, altrimenti gli allevatori rimarranno sempre relegati nel ruolo di meri fornitori di materia prima senza possibilità alcuna di poter aggiungere valore ai loro prodotti”. “È indispensabile – conclude Gardini - che le OP detengano il prodotto dei propri soci per poter anche solo immaginare di costruire un efficace sistema di contrattazione e/o conferimento. Al riguardo ricordiamo che il Parlamento può ancora dire la sua in sede di “plenaria” quando la relazione verrà definitivamente approvata.
QUOTE LATTE: FEDAGRI, RESPINGERE PROPOSTA DI INTERRUZIONE RISCOSSIONE MULTE
“Sulle quote latte il Parlamento respinga la proposta di interruzione delle riscossioni delle multe se confermata nella Manovra sui conti pubblici. Quanto si sta prevedendo andrebbe ancora una volta a tutela di pochi allevatori per i quali la volontà di non pagare le multe dovute è conclamata e scandalosa. Ne va del rispetto del 99% dei produttori in regola”. È quanto sottolinea Fedagri-Confcooperative in merito al nuovo provvedimento previsto nella Manovra Finanziaria 2011, che sottrarrebbe ad Equitalia le procedure di riscossione coattiva in essere nei riguardi dei produttori di latte inadempienti. “I produttori in causa – ricorda Fedagri - nel 2009 hanno ricevuto con assegnazione prioritaria le nuove quote comunitarie, che sono state sottratte ai legittimi destinatari, a condizione che accettassero di pagare le multe dovute”. “Oggi scadono i termini di ben due proroghe dei versamenti - continua Fedagri - ma invece di dare finalmente seguito alla legge, si sta prevedendo di sottrarre ad Equitalia la riscossione coattiva delle multe dovute, senza indicare chi dovrà procedere in sua sostituzione. I produttori onesti continuano a domandarsi, dopo anni, se la legge è uguale per tutti e quando verrà finalmente ripristinata nel nostro Paese una situazione di lealtà competitiva, finora calpestata per tutelare una piccola minoranza di produttori irriducibili”. “Confidiamo - conclude Fedagri - che il Parlamento, a differenza di analoghe situazioni precedenti, abbia la possibilità di esaminare e di respingere se verrà effettivamente confermata la proposta, che tra l’alto contrasterebbe con lo spirito generale del provvedimento, improntato a chiedere nuovi sacrifici ai cittadini. Questi ultimi, avendo già anticipato alle casse comunitarie le multe in questione, rischierebbero ora di doversi sobbarcare anche la sanzione che l’Europa attiverebbe nei confronti dell’Italia in caso di persistente incapacità di applicare sulle quote latte le normative Ue”. |