| “La futura politica agricola comune deve porre al centro l’agricoltura e le imprese agricole. Le risorse, peraltro sempre meno consistenti, devono essere destinate agli agricoltori professionali e alle aziende che operano nel mercato dei prodotti e del lavoro. Vogliamo sostenere gli imprenditori agricoli, non i percettori di rendite fondiarie e parassitarie”. Lo ha affermato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi intervenendo oggi a Bologna alla Conferenza di organizzazione della Cia provinciale. “In questi giorni abbiamo espresso grande preoccupazione per le proposte formulate dalla Commissione Ue, che sono fortemente penalizzanti per la nostra agricoltura. Per questo - ha aggiunto Politi - dobbiamo batterci con grande fermezza per tutelare il reddito e il lavoro dei veri agricoltori, di chi vive di agricoltura. Visto il bilancio comunitario e quanto formulato dall’esecutivo europeo, bisogna sviluppare un impegno determinato perché le risorse siano destinate all’imprenditore che, altrimenti, rischia di operare nella perenne difficoltà e nella completa incertezza”.
“Ecco perché insistiamo affinché - ha rimarcato il presidente della Cia - nel complesso negoziato Ue sulla Pac 2014-2020 ci sia una posizione autorevole in grado di far valere le ragioni dei nostri agricoltori. Una posizione del 'sistema Paese' e non quella di un singolo esponente del governo. É in gioco il futuro di centinaia di migliaia di imprese che rappresentano un patrimonio inestimabile per l’apparato economico, per l’intera società italiana. Va superata l’anomalia della Pac che concentra l’80 per cento del sostegno sul 20 per cento delle aziende e riserva il regime di aiuti ai beneficiari storici”. “Come Cia siamo pronti a sviluppare tutte le iniziative possibili a tutela degli agricoltori. Non ci tireremo certo indietro. Porteremo avanti - ha detto Politi - una strategia chiare e ferma per evitare che dalla nuova Pac escano misure penalizzanti per chi lavora nelle campagne, per chi è già costretto a muoversi tra mille ostacoli, tra costi eccessivi e soprattutto in mancanza di una reale ed efficacie politica agricola nazionale”.
“Comunque, per noi la nuova Pac - ha rilevato il presidente della Cia - deve avere precisi obiettivi: l’efficienza del mercato; il rafforzamento delle organizzazioni di produttori; la diffusione dell’economia contrattuale; misure per favorire il ricambio generazionale; il sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato”. “Dunque, la Pac del futuro - ha concluso Politi - deve essere più mirata nei destinatari e negli obiettivi. Deve finanziare i progetti di ammodernamento delle aziende, di innovazione e tutela ambientale, per il ricambio generazionale, l’organizzazione dell’offerta, la gestione dei rischi”. |
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