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PAC POST 2013 E NUOVA POLITICA AGRARIA NAZIONALE, DUE SFIDE DECISIVE PER IL FUTURO

Il presidente Giuseppe Politi conclude i lavori del quinto appuntamento di Lecce. Apprezzamento per l’impegno annunciato dal ministro Francesco Romano sulle risorse della politica agricola comune, per liberare le imprese dagli asfissianti vincoli contributivi e fiscali e per accorciare la filiera. D’accordo con il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto sull’esigenza di investire nella qualità della spesa pubblica e di creare una sinergia istituzionale tra Governo e Regioni, per la politica agricola.

 

“La riforma della Pac post 2013 e una nuova politica agraria nazionale sono le due sfide decisive per il futuro dell’agricoltura italiana. Ad esse è legata la stessa sopravvivenza di migliaia di imprese. Per questo dobbiamo procedere con la dovuta attenzione e incisività per far sì che ai nostri agricoltori arrivino risposte veramente efficaci che consentano di abbattere i tanti ostacoli, soprattutto per quanto riguarda i pesanti costi produttivi, che oggi condizionano il rilancio dello sviluppo e della competitività”. Il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi a conclusione della V Conferenza economica di Lecce ribadisce in maniera ferma le linee che dovranno guidare la svolta per il nostro mondo agricolo: strategie mirate all’innovazione, ricambio generazionale, risorse adeguate, valorizzazione del “made in Italy”, strumenti più snelli nel lavoro, meno burocrazia e oneri contributivi, un fisco meno assillante, infrastrutture valide.

“A Lecce -aggiunge Politi- abbiamo lanciato la nostra proposta. Abbiamo in particolare evidenziato la necessità di una maggiore attenzione da parte delle istituzioni nei confronti della nostra agricoltura. Governo e Parlamento, ma che le Regioni, devono guardare al settore con un occhio diverso dal passato. E’ ora di finirla con le promesse, che in questi anni sono state tante. Occorre passare al più presto agli atti concreti. C’è bisogno di un cambiamento radicale. Altrimenti, migliaia di imprese, oggi in difficoltà, rischiano di chiudere i battenti”.

“Abbiamo accolto con piacere le affermazioni che il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Francesco Saverio Romano ha fatto durante la nostra Conferenza economica. Ha annunciato -sottolinea il presidente della Cia- di aver chiesto al commissario all’Agricoltura Ue Dacian Ciolos più risorse per il nostro Paese nella Pac, ha evidenziato l’importanza di misure efficaci per salvare le aziende agricole, afflitte da percentuali di indebitamento che le stanno costringendo alla progressiva chiusura e ha rimarcato l’importanza di accorciare la filiera coinvolgendo la grande distribuzione. Sono problemi che la Confederazione ha posto da tempo. Auspichiamo, pertanto, le soluzioni più opportune per i produttori agricoli”.

“In tale contesto gli annunciati Stati generali a novembre a Cremona possono rappresentare -rimarca Politi- un’occasione importante per costruire un nuovo progetto per l’agricoltura italiana. Per questo motivo riteniamo opportuno sviluppare una proficua azione preparatoria, in modo da arrivare all’appuntamento con idee chiare e soprattutto con proposte realmente efficaci per dare un futuro nuovo alle campagne del nostro Paese e ai tanti giovani che hanno scelto di fare l’imprenditore agricolo”. “Analogamente apprezziamo quanto sottolineato dal ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto quando sottolinea l’esigenza di fare un gioco di squadra nazionale, tra Governo e Regioni, per individuare una nuova politica agricola. Ma anche quanto lo stesso Ministro parla dell’ esigenza di fare investimenti di qualità nella spesa pubblica”.

La quinta Conferenza economica ha costituito, quindi, un momento di grande confronto, dove sono stati affrontati ed esaminati i principali problemi che riguardano l’agricoltura: dalla Pac post 2013 al lavoro, dal federalismo ai giovani, dai mercati alle scelte di politica agraria, dai temi dell’economia ai rapporti di filiera, dall’unità del mondo agricolo all’Europa, al Mediterraneo. La “due giorni” della Cia ha visto la partecipazione di circa mille persone e l’intervento di autorevoli rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali, regionali (assessori all’Agricoltura) e locali, di autorità civili, di esponenti del mondo economico, accademico, agricolo, agroalimentare, cooperativo e sindacale. Tra i tanti partecipanti, oltre ai ministri Romano e Fitto, si segnalano il commissario all’Agricoltura Ue Ciolos (in videoconferenza), il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro, il presidente della Commissione Agricoltura della Camera Paolo Russo.

La Conferenza economica ha segnato, dunque, una tappa importante nell’azione sviluppata dalla Confederazione, tesa a sensibilizzare l’attenzione nei confronti dell’agricoltura italiana e di tutti quei temi che riguardano il contesto europeo ed internazionale. Un’azione, attraverso la quale, per costruire un progetto nuovo per il nostro mondo agricolo, rilanciando con efficacia lo sviluppo e la competitività delle imprese agricole ed il ruolo sempre più centrale dei produttori. Il successo dell’iniziativa è stato confermato dai tanti relatori che si sono alternati negli interventi durante i quali sono venute indicazioni e proposte costruttive per affrontare e cercare di risolvere le questioni sia di carattere economico che alimentare. Dalle varie relazioni, che si sono articolate nella traccia propositiva della Cia, si è avuto un valido contributo per dare alla nostra agricoltura una svolta realmente efficace in grado di aprire prospettive e certezze per gli imprenditori.

“La validità della nostra Conferenza economica -sottolinea il presidente Politi- costituisce la base forte per sviluppare ulteriormente un appuntamento ormai consolidato e che continuerà a rappresentare una fase di dialogo e di confronto sulle grandi tematiche dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano ed internazionale”.


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