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PARTICOLATO ATMOSFERICO? INQUINA MA RAFFREDDA

 

“Le stesse sorgenti che producono gli inquinanti atmosferici sono anche responsabili dell’emissione di gas a effetto serra e quindi del riscaldamento globale. Spesso, però, le politiche ambientali volte a mitigare l’emissione di determinanti agenti inquinanti favoriscono l’aumento dell’effetto serra, innescando in questo modo un pericoloso meccanismo”. A lanciare l’allarme è Sandro Fuzzi, ricercatore dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna, che di recente ha coordinato a Bruxelles il simposio ‘Air pollution cilmate interactions: contribution to European policy development’, organizzato dal network europeo Accent, in vista della Conferenza internazionale sul clima di Copenhagen.

“E’ il caso del particolato atmosferico di origine antropica”, spiega il ricercatore del Cnr, “un agente inquinante che ha anche un ruolo chiave nel clima della Terra”. Gli ultimi studi, basati su un’ampia serie di misure sia al suolo che da satellite e su simulazioni modellistiche, dimostrano che questo agente – chiaramente dannoso per la salute – ha però un effetto generale di raffreddamento sul clima della Terra. “Le particelle presenti in atmosfera riflettono la radiazione solare incidente, diminuendo la quantità di energia che raggiunge la superficie del pianeta e riducendo quindi la temperatura della Terra” prosegue Fuzzi. “Si stima che fino a oggi il particolato atmosferico abbia compensato per circa il 40% il riscaldamento dovuto ai gas a effetto serra.

Ora, bisogna ammettere che le misure prese per abbattere il particolato, risultate fondamentali per la salute umana, possono invece compromettere tale effetto di mitigazione della temperatura, comportando un netto aumento dell’effetto serra”. Un quadro preoccupante, che suscita nuove domande sulle strategie migliori da applicare per salvaguardare ambiente, clima e salute dell’uomo. Il modo ottimale per affrontare la questione, sostiene Fuzzi, è iniziare a considerare clima e inquinamento due tematiche interconnesse. “Occorre mettere in atto politiche coordinate che non si limitino ad abbattere solo il particolato atmosferico, ma anche gli altri agenti inquinanti e i gas serra.

Sulla base delle ultime ricerche possiamo dire con certezza che programmi ben congegnati di riduzione dei gas serra possono portare benefici anche in termini di qualità dell'aria e, viceversa, strategie ottimali di riduzione dell'inquinamento atmosferico possono risultare essenziali nel contrastare il cambiamento climatico”. Con questo tipo di azioni combinate, conclude Fuzzi, “i costi di riduzione delle emissioni possono essere sostanzialmente ridotti, evitando nello stesso tempo impatti irreversibili sulla società e sugli ecosistemi”.

In readazione L.V.

fonte CNR


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