A Pasqua gli italiani non rinunciano alle vacanze, ma optano per soggiorni brevi (2-3 giorni) e località vicine. Che sia mare, campagna o città d’arte, le famiglie quest’anno abbandonano l’idea dei luoghi esotici oltreconfine e vanno, invece, alla riscoperta dell’Italia e delle sue tradizioni. E non è solo una scelta dettata dalla crisi economica, che ancora incide sul portafogli: nel 2011 a favorire i viaggi “in casa” è soprattutto il black-out delle vacanze in Nord Africa. Le rivolte in Egitto e in Tunisia, per esempio, hanno fatto crollare le prenotazioni nel Mar Rosso e sulle coste sud del Mediterraneo (meno 35 per cento). A beneficiarne le località di villeggiatura della penisola, prima di tutto gli agriturismi, per i quali si prevede il “pienone” nel week-end di Pasqua.
Al momento, infatti, sono già più di 600 mila le famiglie che hanno prenotato una vacanza in campagna, con un giro d’affari stimato che supera abbondantemente i 150 milioni di euro. Dopo la flessione delle presenze nel 2010 (meno 8 per cento), le aziende agrituristiche segnano una consistente ripresa nelle prenotazioni per le prossime festività, compresa tra il 7 e il 9 per cento annuo. Una crescita che si riscontra in tutte le regioni, complici anche i prezzi particolarmente favorevoli che non hanno subìto aumenti rispetto a quelli dell’anno precedente. I menù delle aziende agrituristiche nel periodo pasquale rispettano sempre l’antica ritualità e le usanze enogastronomiche del periodo: ci sono le uova (simbolo di rinascita) e l’agnello (legato alla tradizione cristiana), la colomba (simbolo di pace) e le torte rustiche con salame e formaggio come il “casatiello” napoletano (che contiene tutti i simboli della Pasqua).
E poi ci sono i dolci a base di grano (simbolo di resurrezione) come la pastiera, ma anche le frittelle e le zucche con i germogli (il ratto di Proserpina). Ma la vacanza in agriturismo non è solo enogastronomia: è anche relax e ricerca di benessere nelle molte aziende che si sono attrezzate per offrire agli ospiti la possibilità di ritemprarsi dallo stress quotidiano. E’ così c’è l’opportunità di imparare a fare “qualcosa” di particolare: osservare un cielo stellato e saper scoprire le costellazioni, riconoscere e utilizzare le erbe aromatiche e spontanee per cucinare pietanze più profumate, preparare impacchi cosmetici per la cura del corpo, fare birdwatching, passeggiate guidate a cavallo o in bicicletta.
In Italia -ricorda Turismo Verde-Cia- le aziende agrituristiche sono 18.480, di cui 15.334 con alloggio (per un totale di 190 mila posti letto) e 8.928 con ristorazione (per 337.385 coperti complessivi). Di tutti questi, 3.140 fanno escursionismo, 1.615 equitazione, 2.398 mountain bike e 1.407 con corsi, soprattutto di cucina. |