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PIL: ANCHE PER L’AGRICOLTURA È FORTE IL RISCHIO RECESSIONE. IMPRESE IN GRAVI DIFFICOLTÀ

 

di Leonardo Verdini

La caduta del valore aggiunto dell’agricoltura nel 2009 conferma le gravi difficoltà del settore primario. Le imprese sono sempre più in difficoltà, strette da pesanti costi produttivi, contributivi e burocratici e da prezzi sui campi in forte discesa. Una situazione drammatica che ha provocato, sempre nello scorso anno, la chiusura di oltre 30 mila aziende agricole e un taglio drastico dei redditi degli agricoltori. Ora il rischio recessione è tutt’altro che remoto. Questo il commento ai dati Istat sul Pil (Prodotto interno lordo) che segna un calo del 5 per cento rispetto al 2008. Anche se non siamo in presenza di un crollo, come avvenuto per l’industria (meno 15,1 per cento, il valore aggiunto dell’agricoltura registra, una preoccupante battuta d’arresto, con un meno 3,1 per cento come annunciato dall’Istat.

Un segno negativo che rappresenta un ulteriore campanello d’allarme che mette in evidenza tutte le difficoltà e i problemi che oggi sono costretti ad affrontare i produttori agricoli del nostro Paese. Praticamente, il trend dell’agricoltura è in linea con il rallentamento generalizzato e pesante dell’economia nazionale, anche se con cifre meno appariscenti rispetto a quelle degli altri settori, soprattutto dell’industria. Questo, però, non significa che la situazione non sia grave. Niente affatto. I problemi del mondo agricolo, come più volte denunciato, rischiano di diventare drammatici se non si interviene in maniera realmente efficace e tempestiva. Gli agricoltori vivono una crisi strutturale e una competitività in costante frenata. Per tale motivo è indispensabile intervenire in maniera realmente concreta.

Da tempo sollecitiamo misure per ridurre i costi (“accisa zero” sul gasolio per tutte le aziende e fiscalizzazione degli oneri sociali). Al momento, però, non sono venute risposte. Allo stesso modo è stao chiesto l’avvio di un nuovo progetto di sviluppo che si può delineare nella Conferenza nazionale dell’agricoltura che va effettuata entro il 2010. La riduzione del valore aggiunto agricolo nel 2009 è frutto di una contrazione della produzione agricola (meno 3,2 per cento) e di una riduzione dei prezzi all'origine (meno 12,4 per cento). Dati negativi ai quali si aggiunge il crollo (meno 25,3 per cento) dei redditi degli agricoltori.


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