“E’ l’agricoltura a trainare la crescita del Pil italiano nel primo trimestre 2011, dimostrando di essere un comparto ancora vitale. L’aumento del valore aggiunto del settore primario, che mette a segno un rialzo congiunturale del 2,3 per cento contro lo 0,1 per cento di industria e servizi, è un risultato importante che la politica non può più ignorare. Ecco perché chiediamo al governo di investire davvero sull’agricoltura, dopo averla lasciata nell’angolo per anni e anni, e dare vita a una vera politica di sviluppo del comparto che oggi non c’è”. Lo afferma il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat.
“Sono ancora tanti, infatti, i problemi che condizionano le imprese agricole -continua Politi- a partire dai costi produttivi record, che solo ad aprile sono saliti del 5 per cento. Ora servono interventi mirati, anche perché gli operatori del settore continuano a combattere con redditi sempre più ‘tagliati’, prezzi sui campi non ancora remunerativi e con una burocrazia lenta, inefficiente e ‘salata’. Senza contare l’allarme ‘batterio killer’, che sta mettendo in ginocchio i produttori ortofrutticoli di tutto il Paese”.
“In questa prospettiva -conclude il presidente della Cia- riteniamo importante la proposta del ministro Romano sugli Stati Generali dell’agricoltura, che noi avevamo sollecitato fin dal 2004 con la Conferenza nazionale. Si tratta dell’occasione giusta per pianificare non solo un’azione condivisa sulla Pac post 2013, ma per realizzare una nuova politica agraria nazionale”. |