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PIÙ AGRICOLTURA PER SCONFIGGERE FAME E POVERTÀ

Il presidente della Cia-Politi partecipa a Parigi alla Conferenza del “G120” degli agricoltori mondiali. D’accordo con le proposte avanzate dal presidente francese Nicolas Sarkozy. C’è bisogno di una nuova governance mondiale dell’agricoltura. Le strategie da sviluppare devono, però, tenere conto del contributo e del ruolo dei produttori agricoli, specie quelli piccoli.

 

“Più agricoltura per sfamare il mondo e un fermo impegno per contrastare le speculazioni sulle materie prime agricole, che sono una vergogna, una vera immoralità. Per questo motivo ribadiamo con forza l’esigenza di strategie che permettano di valorizzare l’agricoltura e il suo apporto alla lotta alla malnutrizione e alla povertà. Siamo d’accordo, quindi, con quanto affermato dal presidente Nicolas Sarkozy per il quale è urgente rimettere l’agricoltura al primo piano delle politiche”. Lo ha sostenuto oggi il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in occasione della Conferenza degli agricoltori del “G120” a Parigi, presso la sede dell’Ocse, promossa su iniziativa della Fnsea (l’associazione degli agricoltori francesi) e dei giovani produttori agricoli transalpini.

Incontro al quale è intervenuto, appunto, il presidente della Repubblica francese. “L’instabilità dei prezzi, associata al tendenziale aumento della domanda ed alle speculazioni finanziarie legate al commercio delle materie prime agricole, dovrebbe essere -ha rimarcato Politi nel corso della riunione a Parigi- pressante monito per i governi perché si recuperi l’importanza strategica dell’agricoltura. Tutti i Paesi debbono impegnarsi innanzitutto per difendere la loro superficie agraria destinandola alla produzione di alimenti e ad incrementare la produttività”. A pochi giorni dalla riunione dei ministri dell’agricoltura del “G20” (22 e 23 giugno), il presidente Politi ha condiviso le preoccupazioni espresse dagli agricoltori che sollecitano i vari paesi ad assumere iniziative in merito alle questioni relative agli squilibri dei mercati agricoli mondiali, alle conseguenze negative dell’uso speculativo dei contratti derivati sui beni alimentari, all’esigenza di integrare la sfida climatica con la richiesta di un aumento della produzione agricola.

“Per la Cia è, infatti, indispensabile -ha aggiunto Politi- un piano di azione globale per aumentare la produzione agricola in maniera ambientalmente-sostenibile, economicamente-praticabile e socialmente-responsabile. Le politiche agricole non devono più trascurare il ruolo degli agricoltori, specialmente dei piccoli agricoltori. Devono far sì che la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile divengano realtà”. “I paesi ricchi -ha sostenuto il presidente della Cia- dovrebbero avere la responsabilità morale di ridurre il loro peso sul mercato d’importazione delle materie prime agricole dai paesi in sviluppo, sia per non contrapporsi, grazie al maggiore potere d’acquisto, alla domanda interna dei paesi produttori, sia per non mettere a repentaglio le produzioni agricole nazionali.

Ecco perché l’unione europea dovrà porre al centro della nuova Pac l’obiettivo della sicurezza alimentare”. “Più volte abbiamo sottolineato -e di recente alla nostra V Conferenza economica di Lecce- che si è ormai infranta l’antica certezza secondo la quale -ha rilevato Politi- il mondo produce a sufficienza: il problema è il protezionismo dei paesi ricchi e l’iniqua distribuzione delle risorse alimentari. I paesi sviluppati scoprono oggi di non essere in grado di soddisfare la crescente domanda alimentare mondiale. Se è così, noi dobbiamo porci l’obiettivo, nei paesi sviluppati e non, di aumentare la produzione, sia destinando nuove terre all’agricoltura, sia, soprattutto, incrementando la produttività”.

“Da qui l’esigenza -ha detto il presidente della Cia- di raddoppiare la produzione agricola mondiale per soddisfare i bisogni di una popolazione che nel 2050 sarà di 9 miliardi di persone, di aumentare gli investimenti per incrementare la produttività agricola nei paesi in via di sviluppo, di individuare una strategia comune per limitare il drammatico impatto delle crisi alimentari, di regole certe per riequilibrare i mercati, di dare priorità alla disponibilità e all’uso efficiente dell’acqua, di adattare l’agricoltura ai mutamenti climatici, di tutelare i redditi degli agricoltori”.

“Condividiamo, pertanto, l’analisi e le proposte che oggi il presidente Sarkozy ha riproposto al ‘G120’ degli agricoltori. C’è assoluto bisogno di reinventare l’agricoltura mondiale. Occorre una nuova governance. C’è l’esigenza di regolamentare i mercati dei derivati delle commodities agricole. E ribadiamo -ha concluso il presidente Politi- che il piano che dovrebbe scaturire dal prossimo ‘G20’ dei ministri agricoli non sarà completo senza il contributo e le proposte degli agricoltori”.


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