Ne e' convinta Erminia Mazzoni (Ppe-Pdl), presidente della Commissione petizioni e membro della Commissione sviluppo regionale del Parlamento Europeo. ''Da mesi si ripete che la severita' di questo piano di ristrutturazione scaturisce tra l'altro dalla mancanza di fondi. Ho per questo interpellato la Commissione Europea, la quale - riferisce Erminia Mazzoni - attraverso la risposta del Commissario Andor, pervenutami proprio ieri, oltre a ribadire che nell'ambito dell'attivita' di ristrutturazione e' necessario attuare le direttive che riguardano i licenziamenti collettivi e la consultazione dei lavoratori e dei Comitati aziendali europei, ha sottolineato che, in caso di mutamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali o in virtu' di un rapido calo della quota di mercato dell'Ue in un determinato settore, ovvero in caso di delocalizzazione in paesi terzi, il paese interessato puo', a nome dei lavoratori licenziati, presentare domanda di cofinanziamento al Fondo Europeo di adeguamento alla globalizzazione per una serie di servizi personalizzati destinati a reintegrare tali persone nel mercato del lavoro. Nel caso di specie - secondo la parlamentare europea - potrebbero sussistere tutti i tre requisiti. Fermo restando che la priorita' e' che l'azienda continui ad investire a Pomigliano, non e' secondario farsi carico dei problemi di sopravvivenza della forza lavoro. Sono fermamente convinta che sia necessario coinvolgere l'Europa''. |