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POVERA ITALIA: UNA FAMIGLIA SU 4 NON RIESCE PIU' A PAGARE IL MUTUO

A rischio poverta' il 47% delle famiglie italiane che hanno sottoscritto un mutuo per l'acquisto di un appartamento e devono sostenere le spese ordinarie per le utenze. Circa una su 4, infatti, non e' piu' in grado di garantire il regolare pagamento della rata mensile concordata con la banca.

 

Se si considerano poi le spese per la gestione (tariffe e bollette per acqua, energia, gas e riscaldamento), quasi il 50% dei nuclei familiari e' costretto a versare il 30% del proprio reddito per la casa, anzi, addirittura superiore a questa quota "all'interno di uno scenario per niente tranquillizzante: il grado di indebitamento nel 2011 ha raggiunto gli stessi livelli registrati nel 2007, quando non era ancora scoppiata la crisi economicofinanziaria". Lo evidenzia con alcune proiezioni e analisi la seconda edizione dell'Osservatorio regionale sul costo del credito (Orcc), promosso da Caritas italiana e Fondazione culturale responsabilita' etica, realizzato in collaborazione con il Centro culturale Francesco Luigi Ferrari.

I dati sono stati illustrati stamane presso la sede di Caritas italiana. "Il monitoraggio della situazione attuale di indebitamento e della sua evoluzione nel breve periodo, cosi' come la mappa del rischio in Italia, chiama in causa diversi soggetti con diverse responsabilita': le famiglie con i loro comportamenti di consumo; gli istituti di credito, che devono "accompagnare" i clienti al risparmio; gli enti locali, con le politiche del territorio da improntare al bene comune; lo Stato, chiamato a mettere in campo interventi piu' equi di sostegno dei redditi".

"Se durante la crisi abbiamo assistito a un abbassamento dei tassi d'interesse, nel 2011 stanno aumentando, per decisione della Banca centrale europea; di contro, c'e' un calo di reddito delle famiglie", ha rilevato Gianpietro Cavazza, presidente Centro culturale Francesco Luigi Ferrari, osservando: "La crisi non e' affatto finita". Quale l'identikit di queste famiglie a rischio? "Sono unipersonali o monogenitoriali con uno o piu' figli; il tasso di scolarita' e' basso (licenza elementare) e l'adulto e' alla ricerca di occupazione", ha riferito Cavazza, evidenziando che vivono in Liguria, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, in regioni dove "l'economia era tendenzialmente in crescita quando era stato acceso il mutuo".

Analoghe caratteristiche relative ai componenti delle famiglie in affitto, che potrebbero accedere a un mutuo, diverse solo per il livello di scolarizzazione (licenza media o diploma superiore) e per la localizzazione: Toscana, Umbria, Marche, Sicilia".


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