Giunto alla ventunesima edizione, il Premio, istituito nel nome dei Barzini, che da Orvieto iniziarono la loro avventura nel mondo dell’informazione, intende richiamare l’attenzione su una professionalità che tanta parte ha avuto nella storia del giornalismo e che, anche nella scena così innovativa della comunicazione, continua a manifestare una significativa vitalità e assolvere all’insostituibile funzione della testimonianza. Una lunga tradizione, dunque, che ha saputo conquistarsi autorevolezza nazionale. Depositatasi anno dopo anno e, al tempo stesso, decisa a allargare il suo sguardo su tutto il campo mutante dee media e a rivendicare, nel cambiamento, il ruolo fondamentale dell’ “essere lì e in quel momento”. L’informazione è un diritto di tutti.
Ma è anche il dovere che qualcuno sente di assumere nei confronti della collettività. L’impegno a guardare dove non si guarda, a dire quello che non si dice, ad alzare il velo che può nascondere l’ingiustizia, la violenza, le distorsioni privatistiche del pubblico, le trame occulte dei poteri, le connivenze impensabili.. Ogni anno il Premio chiede al vincitore dell’edizione precedente di provarsi in una “Orazione Civile”. Quest’anno, tocca a Milena Gabanelli, artefice lucida e determinata di “Report”. Sarà lei ad aprire il programma. A seguire, la presentazione di un libro di disegni di Luigi Barzini Senior in collaborazione con la “Fondazione Rizzoli” (vedi la dizione esatta).
Dopo di che, con Lilli Gruber, il Premio incontra Roberto Saviano, inviato speciale nel grumo in espansione della organizzazione criminale e del consenso che produce e, insieme, la alimenta. Due cunei, Saviano e Gabanelli, nella superficie delle apparenze. Discussi, accusati di protagonismo e di trasformare una missione in un’ossessione professionalizzata. Una giornata per interrogare, ascoltare e cercare di capire. A chiudere la cerimonia di consegna del Premio 2010. La Giuria ha attribuito il riconoscimento a Roberto Saviano, per il suo impegno civile di documentata e personale testimonianza, in particolare sul fenomeno della camorra, raccontata nella sua complessità terribile, nella sua quotidianità e nell’intreccio perverso di economia e società. |