Illustrazione dell’impianto TREDIMED: “Realizzazione di soluzioni tecnologiche prototipali per ripresa e restituzione di sequenze video tridimensionali con caratteristiche “living” (tempo e colore reali) per la teledidattica remota avanzata in ambito chirurgico, microchirurgico e anatomo –patologico”. A pieno titolo la nostra epoca viene considerata come caratterizzata da una “cultura delle immagini” anche indicata, meno correttamente, come “civiltà delle immagini”, con numerosi e importanti aspetti contraddittori che però non modificano la effettiva grande importanza e frequente utilizzazione, in buona misura a causa degli enormi sviluppi delle relative tecnologie, delle immagini nella esperienza quotidiana di chiunque.
Per l’ “uomo medico” tale “cultura delle immagini” assume un significato particolare; basti pensare che fino a circa 10 anni fa le indagini di laboratorio in medicina rappresentavano il 90% e solo il 10% si riferiva a indagini per immagini (in pratica solo la vecchia radiologia). Attualmente la situazione si è invertita con l’apporto di tecnologie quali TAC, NMR, PET, Ecografie e Endoscopie varie. L’interazione degli studenti in Medicina con tale “ambiente culturale” richiede necessario affrontare, durante i corsi, in particolare a contenuti morfologici, importanti aspetti teorici, tecnici e operativi. In ogni caso un problema fondamentale consiste nel rendere possibile una sempre più estesa esperienza di fruizione visiva in questi ambiti disciplinari.
Questo ha rappresentato la condizione di riferimento generale per l’ideazione e la progettazione dell’impianto “TREDIMED” consistente in un sistema di “teledidattica remota integrata” attraverso l’installazione di unità di videoripresa e restituzione tridimensionale”.Gli ambienti in tal modo infrastrutturati sono le sale chirurgiche di chirurgia plastica e cardiochirurgia nel reparto operatorio “Rubino”, nel complesso NCCE (Asclepios), nonché una sala settoria del Dipartimento di Anatomia Patologica, nella Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Bari.
Si è proceduto a installare rispettivamente presso le unità operative di Chirurgia Plastica, di Cardiochirurgia e in una sala settoria del Dipartimento di Anatomia Patologica, una Unità di Videoripresa Tridimensionale e in 3 aule didattiche remote, ma all’interno di relativi plessi del Policlinico, una Unità di restituzione e di visualizzazione, realizzando i collegamenti tra Unità di ripresa e Unità di visualizzazione in fibra ottica multimodale con centraline di commutazione. Sono stati realizzati i prototipi necessari aventi le seguenti caratteristiche: Stazione di ripresa costituita da testata con telecamere 3D, montata sui supporti delle lampade scialitiche, brandeggio telecomandato, unità logica di controllo con videoregistratori digitali; Due Stazioni di visione a retroproiezione, a tecnologia in luce polarizzata, situate in salette didattiche riferite alla Chirurgia Plastica e alla Cardiochirurgia; Una stazione di visione con proiezione su grande schermo, a tecnologia in luce polarizzata, situata nell’aula principale del Complesso Asclepios.
Tali stazioni sono state realizzate con specifiche di qualità “broadcasting”. Inoltre è stata realizzata una sezione specializzata del sito web www.uniba.it destinata a rendere fruibile anche in rete la visualizzazione, seppur con tecnica differente – in particolare anaglifica - dei filmati ottenuti con l’impianto. La numerosità degli studenti ai quali è indispensabile garantire una formazione di qualità nelle discipline chirurgiche rende necessario adottare metodologie didattiche innovative e tecnologicamente avanzate che consentano di apprendere ad operare in ambienti estremamente complessi e approfondire la conoscenza di tecniche invasive di intervento, anche in situazioni di emergenza, ma garantendo condizioni reali di sicurezza per gli studenti, gli operatori e gli stessi pazienti.
La teledidattica con sistema di videoripresa tridimensionale applicata alle discipline chirurgiche consente di osservare in diretta, e contemporaneamente registrare, interventi chirurgici ad alta complessità rendendo possibile a studenti che, per motivi logistici e di sicurezza ambientale non possono aver accesso alla sala operatoria, di partecipare in modalità remota ma “living” al team operatorio, seguendo “lezioni” altrimenti non fruibili, eventualmente con interattività diretta con l’operatore/docente a cui comunque è affidato il commento dell’intervento in corso. Un caso particolare è rappresentato dagli interventi in microchirurgia nei quali l’uso del microscopio operatorio esclude completamente qualunque possibilità per gli studenti di seguire l’intervento stesso se non attraverso immagini video tradizionalmente di tipo bidimensionale.
Per questa specifica applicazione, a fini di didattica generale e in particolare di esercitazioni di anatomia microchirurgica, è stata effettuata la installazione, presso una sala settoria del Dipartimento di Anatomia Patologica, di un microscopio operatorio opportunamente riconfigurato. Il progetto risponde altresì all’esigenza del continuo aggiornamento professionale dei docenti, medici ospedalieri e personale sanitario. Infine, per quanto già indicato, migliora la qualità e sicurezza del servizio sanitario, pur potenziando l’efficienza delle attività formative. |