Bari, 14 novembre 2011 - Presentato a Bari il primo sistema artificiale al mondo per la coltivazione di Posidonia oceanica. É questo il risultato del progetto S.T.A.R.T. (Sviluppo di una Tecnologia Ambientale per la Ricostruzione, la Tutela delle praterie sottomarine di Posidonia e il miglioramento della sostenibilità ambientale delle operazioni su fondali), sviluppato dalla TCT srl di Brindisi in partnership con Legambiente Puglia e finanziato nell'ambito del PO PUGLIA 2007-2013 – Asse I Linea 1.1 –Azione 1.1.2 Bando "Aiuti agli investimenti in Ricerca per le PMI". Il risultato raggiunto rappresenta un importante punto di partenza per affrontare il problema dell'erosione delle coste del Mediterraneo, che interessa da vicino le coste pugliesi, la sopravvivenza di diversi comuni costieri e l'industria del turismo balneare. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Osservatorio sull'erosione costiera per il recupero e la valorizzazione dei litorali è pari a 1.047 kmq l'area del territorio pugliese influenzata da erosione, supera i 148 kmq quella industriale e urbanizzata a rischio ed è pari a quasi 500 kmq la superficie di alto valore ecologico interessata dal problema. La Puglia con i suoi 836 km di costa, di cui 208 in forte erosione, possiede diversità ambientali, naturalistiche e morfologiche da tutelare. La Posidonia oceanica è una pianta acquatica che riveste un ruolo fondamentale nella difesa delle coste, grazie alla sua opera di stabilizzazione e consolidamento dei fondali. La pianta, che occupa circa il 3% dell'intero bacino del Mar Mediterraneo, produce fiori e foglie che possono arrivare a un metro di lunghezza formando praterie sottomarine, che costituiscono un forte freno alle onde e alle correnti. Dal 1990 è nella lista rossa delle specie protette del Mediterraneo a rischio di estinzione. Nell'ambito del progetto S.T.A.R.T. è stato sviluppato un sistema a circuito idrico chiuso in grado di mantenere condizioni ambientali stabili, coltivare le piantine di Posidonia oceanica e acclimatarle al sito di reimpianto, per accrescerne la sopravvivenza finale e il successo delle operazioni in mare. «Dopo i sorprendenti risultati del progetto – dichiara Francesco De Rinaldis Saponaro, vice-presidente TCT srl – il nostro impegno si sposta sul secondo e più importante step: reinserire le talee coltivate in ambiente marittimo». «Siamo fiduciosi e confidiamo nel successo delle prossime sperimentazioni – dichiara Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia - la protezione delle coste del Mediterraneo passerà un giorno non troppo lontano dalla coltivazione della Posidonia oceanica». |