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PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO SULLE TECNICHE DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI URBANI IN ITALIA

 

di Leonardo Verdini

L’Ing. Giovanni Lelli, Commissario ENEA, ha presentato il “Rapporto sulle tecniche di trattamento dei rifiuti urbani in Italia”, realizzato da ENEA e Federambiente, con la collaborazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha evidenziato: “Un’impiantistica di trattamento e recupero dei rifiuti urbani, congruente con una corretta gestione integrata e in linea con la normativa di settore nonché con gli standard tecnologici adottati in altre realtà dell’unione Europea, è già una realtà per molte aree del nostro Paese. Un maggiore impulso va ora dato allo sviluppo di tale impiantistica in alcune aree del Centro-Sud.

L’Agenzia ENEA è impegnata in questo settore sia a supporto delle Pubblica Amministrazione che nell’attuazione di specifici interventi che richiedono soluzioni tecnologiche all’avanguardia nel contesto del suo impegno per lo sviluppo economico sostenibile del Paese evidenziato, per l’ENEA, nella legge 99/2009. Tra le tecnologie più promettenti ci sono sicuramente i trattamenti termici innovativi che consentono il recupero combinato di energia e di materia dai rifiuti; è auspicabile che essi possano trovare impiego in un prossimo futuro, contribuendo alla crescita del riciclaggio di risorse.”

“L’Italia in tante parti è ancora sotto la minaccia d’incombenti crisi nel trattamento e nello smaltimento dei rifiuti – ha affermato il presidente di Federambiente, Daniele Fortini –. Lo studio che presentiamo dà conto d’un apparato industriale importante, orientato alla valorizzazione del riciclo di materia e del recupero d’energia. Un apparato che però è ancora largamente insufficiente, poiché ancora il 50 per cento dei rifiuti urbani italiani finisce in discarica. Il Rapporto sulle tecniche di trattamento dei rifiuti urbani in Italia è la testimonianza di una fase in cui non difettano competenze, tecniche e strategie. Ma si deve fare ancora di più”.

Il Rapporto riassume i risultati di un’indagine conoscitiva condotta congiuntamente da ENEA e Federambiente, a cavallo tra il 2008 e il 2009, finalizzata a caratterizzare gli aspetti tecnici di progetto e di esercizio dell’impiantistica di trattamento dei rifiuti urbani presente sul territorio nazionale. L’obiettivo principale dell’indagine è stato quello di mettere a disposizione di quanti (istituzioni, operatori, tecnici, amministrazioni, cittadini ecc.) sono coinvolti o ripongono semplicemente interesse nello specifico settore una serie di informazioni e dati, quanto più esaustivi ed attendibili riguardo alla situazione attuale delle tecniche di trattamento dei rifiuti urbani che vengono adottate in Italia, con particolare riguardo a quelle finalizzate al riciclaggio e al recupero di materia ed energia.

Seguendo un approccio ormai consolidato in precedenti indagini, effettuate congiuntamente da ENEA e Federambiente e focalizzate sul settore specifico del recupero energetico, anche in questo caso le attività sono state principalmente indirizzate ad acquisire ed analizzare informazioni e dati tecnici di progetto e di esercizio caratteristici dell’impiantistica nazionale di trattamento dei rifiuti urbani. Finalità questa che esula dagli obiettivi a fronte dei quali l’ISPRA pubblica annualmente il “Rapporto Rifiuti”, nei confronti del quale il presente Rapporto si pone non in forma alternativa, bensì complementare.

Le informazioni e i dati relativi al parco impiantistico nazionale di trattamento dei rifiuti urbani riguardano sia le caratteristiche progettuali (capacità di trattamento, apparecchiature e configurazioni adottate per varie sezioni di pretrattamento, trattamento e post-trattamento, i sistemi di controllo delle emissioni ecc.), sia le condizioni operative (tipologia e quantitativi dei rifiuti trattati, recuperi effettuati, produzione e gestione dei residui ecc.). Si precisa che le informazioni e i dati relativi alle caratteristiche progettuali sono aggiornati al 31 dicembre 2008. I dati operativi (quantitativi di rifiuti trattati, recupero di materia ed energia, produzione e gestione dei residui ecc.) sono invece riferiti all’anno 2007.

L’esame delle tecniche adottate nelle varie tipologie di impianti prese in esame ha mostrato un buon livello di sviluppo, sicuramente in linea con gli indirizzi delineati dai BRefs a livello europeo e dalle linee guida a livello nazionale riguardo alla applicazione delle BAT, ovvero degli standard tecnologici adottati in altre realtà dell’unione Europea. Il sistema è da considerarsi sicuramente “maturo” nelle regioni settentrionali ove si assiste ad una distribuzione generalizzata e abbastanza capillare delle varie tipologie di impianti di trattamento. Invece nel Centro-Sud appare evidente la carenza di impiantistica di trattamento di recupero energetico e, in misura minore, di compostaggio di frazioni selezionate.

Oltre a ciò è da sottolineare che l’impiantistica presente nel Centro-Sud, anche quando non penalizzata da una minore capacità complessiva di trattamento, risulta caratterizzata dalla presenza di un numero inferiore di impianti sul territorio. Questi sono di taglia mediamente maggiore e inoltre presentano un “fattore di utilizzo” (rapporto fra quantitativi di rifiuti trattati e capacità di trattamento dell’impianto) e una resa in materiali recuperati (CDR, compost) inferiori rispetto a quelli riscontrabili nelle regioni settentrionali. Sicuramente occorre riflettere sullo sviluppo dell’impiantistica di TMB finalizzata al trattamento dei RUR, alla luce del fatto che le frazioni in uscita presentano difficoltà di collocazione.

Ancora oggi, secondo le informazioni e i dati raccolti, almeno una percentuale variabile tra il 15 e il 20% del CDR prodotto viene smaltito in discarica. Discarica che costituisce anche la destinazione principale della FOS, per la quale divengono sempre più pressanti le richieste di sbocchi alternativi, tra cui la più auspicabile risulta paradossalmente essere l’incenerimento con recupero energetico. Proprio l’incenerimento con recupero energetico è la modalità gestionale più carente sotto l’aspetto della dotazione impiantistica, come confermato dall’ancora elevata incidenza dello smaltimento in discarica (51,9%), nei confronti della quale esso si pone come unica alternativa ambientalmente compatibile, nell’ambito di una gestione sostenibile dei rifiuti, così come ribadito dalla direttiva 2008/98/CE.


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