Prezzi: pasta, servirebbe un “patto di filiera” per i cereali Il Ministero dello sviluppo economico, ha invitato oggi al tavolo i produttori e i commercianti, escludendo però i consumatori. E’ assurdo sentire solo le ragioni di una parte, escludendo chi alla fine subisce un danno dalla formazione assolutamente anomala dei prezzi al dettaglio. Così il Ministero dimostra di essere unicamente dalla parte delle aziende e dei produttori. Ciò che si è verificato nel settore dei prezzi della pasta è speculazione allo stato puro. Il ricarico del 400% dal campo alla tavola rappresenta una vergogna.
Un “patto di filiera” per i cereali. Questa la proposta lanciata oggi dal presidente della Cia in occasione dell’incontro tra il Garante dei prezzi Roberto Sambuco e le associazioni di categoria del settore della pasta. In una fase veramente difficile per gli agricoltori che fanno i conti con un vertiginoso aumento dei costi produttivi, degli oneri sociali e con un crollo dei prezzi sui campi (quello del grano duro, in particolare, è sceso di oltre il 30 per cento nel 2009), occorre costruire una sorta di alleanza che permetta trasparenza, ridia certezze ai produttori e valide garanzie ai consumatori, in modo che non si trovino alle prese con i rincari di un prodotto di prima necessità come la pasta.
Occorre superare gli squilibri e le difficoltà che stanno caratterizzando lo scenario del grano. Ormai i prezzi non coprono i pesanti costi sostenuti dagli agricoltori. Una situazione dalla quale si deve uscire al più presto per non compromettere la produzione ‘made in Italy’. Si invita tutte le componenti della filiera cerealicola, ad aprire un costruttivo confronto che permetta di imprimere una svolta positiva e assicurare al settore nuove prospettive. Serve un moderno progetto. C'è la necessità di un innovativo accordo di filiera, proprio per dare nuove certezze e impedire che vi siano squilibri che alla fine danneggiano i produttori e gli stessi consumatori.
di Leonardo Verdini |