Superati i quattrocento titoli in sette anni. Gli Exchange traded funds (Etf) e gli Exchange traded commodity (Etc) sono stati negoziati per la prima volta nel listino del nostro Paese rispettivamente a settembre del 2002 ed ad aprile del 2007. I titoli quotati il 30 settembre di sette anni fa erano tre. Attualmente sono 401 e il 10 novembre l’emittente EasyEtf ne aggiungerà altri due. Il mercato Italiano in breve tempo è diventato oggetto di attenzione delle più importanti società emittenti di Etf. Si contendono il mercato 11 società per gli Etf e uno per gli Etc. La Federazione delle Borse Europee (Fese) con i dati disponibili di settembre evidenzia come l’Italia in questo settore vanti un primato europeo: sono stati 1.689.652 i contratti negoziati nel listino di Milano per un controvalore di 38,39 miliardi.
Il segmento Etf-Etc pesa per il 25,86% in ambito europeo, con un numero di negoziazioni superiori al circuito delle Borse Pan-Europeo EuroNext del 20%. Il divario tra la borsa italiana e quella tedesca è del 34,79% a dimostrazione di come gli Etf-Etc siano un fenomeno diffuso soprattutto tra i piccoli e medi risparmiatori. Questi strumenti sono nati in America per le grandi istituzioni ed è stato il diffondersi di internet che ne ha permesso la distribuzione on line anche ai piccoli e medi investitori. Questi li preferiscono ai fondi comuni perché costano meno e rendono di più, e soprattutto sono negoziabili in tempo reale.E’ noto come i fondi comuni presentino un’area di ombra nel momento dell’acquisto e della vendita in quanto le quotazioni sono sfasate di due giorni lavorativi.
La filiera del risparmio gestito tradizione in questi giorni per limitare il predominio degli Etf-Etc sta pensando alla quotazione dei fondi comuni in tempo reale. La presenza di numerosi emittenti, purtroppo nessuno è italiano, consente di effettuare un ulteriore risparmio sulle commissioni di gestione: ad esempio sull’Etf ancorato al listino di Milano il Ftse Mib gli emittenti sono quattro. Tra Db x trackers, iShares, Lyxor e Powershare il più economico è il clone di Db X trackers con lo 0,30% di commissione e il più costoso è il Powershare con lo 0,70. In entrambi i casi si ha un costo pari ad un sesto del corrispondente fondo comune. E se un euro risparmiato è due volte guadagnato con gli Etf il rendimento è già assicurato al momento dell’acquisto.
di Salvatore Barbato
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