Centinaia di pastori stanno presidiando la sede della Regione Sardegna a sostegno della piattaforma di mobilitazione per costruire una “filiera ovina tutta agricola e tutta italiana” nel corso dell’incontro con le Istituzioni regionali. “Senza la pastorizia la Sardegna muore” si legge in uno degli striscioni dei manifestanti. Occorre recuperare i ritardi e le debolezze sul piano istituzionale che rischiano di lasciare spazio a comportamenti speculativi a livello industriale che mettono in pericolo la stabilità sociale di interi territori. In Sardegna, dove si produce quasi la metà del latte di pecora, che vengono riconosciuti agli allevatori 60 centesimi di euro al litro ben al di sotto dei costi di produzione e su valori inferiori del 25 per cento rispetto a due anni fa, mentre la carne di agnello deve subire la concorrenza sleale delle produzioni estere che vengono spacciate come nazionali per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine a differenza di quanto avviene per la carne bovina.
Non è solo attraverso le misure tampone che accompagniamo il settore fuori dalla crisi, che è ben più profonda e deve trovare lo strumento di pianificazione necessario per rilanciare il settore. E’ quanto afferma la Coldiretti che ha presidiato con centinaia di pastori la sede della regione Sardegna durante l’incontro della principale organizzazione agricola con i vertici della Regioni sulla crisi della pastorizia. Per la Coldiretti, che la scorsa settimana ha riunito i propri quadri dirigenti a Cagliari con il presidente Sergio Marini, la strada da percorrere per dare risposte incoraggianti è senza dubbio quella indicata nella piattaforma che è stata consegnata al Presidente della regione Cappellacci.
Piattaforma che prende in considerazione la possibilità di tonificare il mercato attraverso il ritiro del prodotto trasformato e destinarlo agli indigenti, però con la certezza che tutti i soggetti, anche industriali, concorrano in maniera seria a guardare lontano. Oltre ad indicare le soluzioni congiunturali, si è evidenziato anche quelle strutturali, che ovviamente saranno arricchite ed implementate in ragione del forte contributo che riceveremo dalla nostra base associata in occasione delle assemblee che si stanno tenendo sul territorio. Non si può non pensare che gli equilibri sociali della regione non dipendano da un settore che, oltre ad essere significativo in termini di Pil, compreso anche l’indotto che genera, garantisce anche livelli occupazionali di rilievo.
E questo è un primo aspetto, ma l’altro, più significativo, è rappresentato dal forte contributo che l’agro-pastorizia garantisce, come tutta l’agricoltura sarda, alla preservazione del territorio, governandolo, tutelandolo, custodendo indirettamente un bene fruibile intanto dalla società tutta, ma marcatamente ingerente sui risvolti positivi degli altri settori economici, in primis il turismo. “Stiamo dicendo da tempo“ dicono i vertici della Coldiretti Sarda Marco Scalas e Michele Errico “che sarebbe inimmaginabile ipotizzare la crescita turistica in Sardegna senza agricoltura e senza la pastorizia che indirettamente svolgono proprio questa funzione, che ovviamente nessuno riconosce e che invece con tutti i suoi drammi continuano a garantire. “La Regione è pronta a fare la propria parte per rilanciare l'agricoltura sarda e condivide la piattaforma della Coldiretti”. Lo ha detto il presidente della Sardegna Ugo Cappellacci, al termine dell'incontro con il presidente della Coldiretti regionale, Marco Scalas che si è svolto a Cagliari sotto il pressing del presidio della maggiore organizzazione agricola davanti alla sede della Presidenza della Giunta dove centinaia di pastori hanno manifestato.
Una mobilitazione che la settimana scorsa ha visto un corteo di trattori attraversare la città di Cagliari con la partecipazione del presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini che ha esteso la mobilitazione a tutte le regioni interessate. ''La Sardegna è disponibile a trovare gli strumenti concreti per cercare di risolvere i problemi del comparto”, ha detto Cappellacci. Secondo il presidente della Regione Sarda ''si tratta di un primo passo concreto nella soluzione delle vertenze che sono parte ormai da tanti, troppi, anni, mentre credo sia arrivato il momento per fare uno sforzo importante e condividere un percorso: su queste basi sono pronto a fare la mia parte''. Il documento-piattaforma della Coldiretti proposto alla regione sarà la base di discussione dell’incontro convocato dal Ministero delle Politiche Agricole per discutere dei problemi della pastorizia.
Nella piattaforma interventi strutturali e congiunturali e, oltre al ritiro dal mercato del Pecorino Romano, la ristrutturazione dei debiti bancari e previdenziali, l'incremento delle indennità compensative, lo sblocco dei pagamenti per il Programma di sviluppo rurale (Psr), la verifica del funzionamento delle organizzazioni dei produttori e l'istituzione di un osservatorio per il monitoraggio dei flussi del latte. Tra le azioni strutturali, si propone una rimodulazione del Psr, l'istituzione di una stanza di compensazione per il latte ovino, l'attivazione di circuiti commerciali di filiera corta, interventi sulle energie rinnovabili, oltre ad interventi per la valorizzazione e promozione dei prodotti tipici della Sardegna. |