Particolare interesse riveste lo strumento dei PSR, i Programmi di Sviluppo Rurale che finanziano con fondi europei gli interventi di potenziamento delle imprese agricole fra i quali l'acquisto di macchine e attrezzature. La capacità di impiego dei fondi comunitari nel nostro Paese è ancora insufficiente, se è vero che a settembre 2011 degli 8,9 miliardi di euro messi a disposizione dall'Unione Europea per il periodo 2007-2013 solo 2,6 miliardi risultano impegnati, pari ad una percentuale media nazionale intorno al 30%. In questo contesto le Regioni del Mezzogiorno risultano ancora più in ritardo, con percentuali di utilizzo dei fondi inferiori rispetto alla media nazionale. Tuttavia si distingue la Puglia, che esibisce la quota maggiore nell'area del Mezzogiorno, con il 27% dei fondi impegnato, rispetto al 25% della Campania e al 23% della Sicilia. Significativa anche la progressione nell'assegnazione dei fondi, se si pensa che la stessa Puglia a gennaio aveva un quota impegnata non superiore al 22%. Diventa fondamentale, allora, migliorare la macchina organizzativa nelle regioni del Sud per incrementare la capacità di utilizzo dei finanziamenti ed evitare il disimpegno di Bruxelles, vale a dire la perdita dei fondi non utilizzati. "Le stiamo sollecitando ad attivarsi – ha detto ad Agrilevante, la rassegna organizzata congiuntamente da Fiera del Levante e Unacoma Service, Gabriella Romito, Responsabile Aiuti di Stato, Sviluppo Rurale PSR del Ministero delle Risorse Agricole – affinché non vengano meno importanti risorse economiche. Intanto la crisi economica e finanziaria che ha investito le economie di tutto il mondo sta avendo ripercussioni importanti sulla vita di tutti i giorni e anche nel comparto agricolo. Diventa fondamentale, allora, fare il possibile affinché il bilancio della Politica Agricola Comune non subisca ridimensionamenti tali da penalizzarne l'efficacia". Per Roberto Guidotti, coordinatore nazionale dei direttori Unima (Unione Nazionale Imprese Meccanizzazione Agricola), "i PSR si limitano a un intervento su scala aziendale. Tutto ciò che viene finanziato e incentivato non esplica alcun effetto al di là del cancello dell'azienda agricola. Oggi, però, il contoterzismo porta tecnologie a livello interaziendale, che si proietta verso l'esterno e cerca nuovi spazi. Sarebbe, allora, interessante un aggiornamento dei PSR e delle norme applicative sui sistemi di filiera per arrivare a un approccio territoriale in cui venga incentivata l'innovazione nel rapporto tra fornitori di macchine e servizi e imprese agricole. Così avremmo un effetto moltiplicatore sull'intervento finanziario". Pierpaolo Pallara, responsabile della sede regionale per la Puglia dell'Istituto nazionale di economia agraria, ha ricordato che la Regione Puglia "perpetra lo sviluppo agricolo concentrandosi sui giovani, sull'integrazione orizzontale e verticale di filiera, sul miglioramento della qualità della vita e sulla diversificazione delle opportunità nelle aree rurali attraverso i Gruppi di Azione Locale. La logica di fondo? Un'agricoltura competitiva, sostenibile, integrata con il territorio e con contesti locali dinamici, vivibili e attrattivi per gli investimenti". "L'efficiente utilizzo dello strumento PSR – ha sottolineato il presidente di Unacoma, Massimo Goldoni – è fondamentale in un momento di crisi del mercato nazionale, essendo allo stato attuale l'unica fonte di finanziamento attiva, come dimostra proprio il caso Puglia. La crescita di immatricolazioni nella regione Puglia, infatti, che nei primi nove mesi dell'anno registra un attivo molto vistoso (pari al 49,7% rispetto allo stesso periodo 2010). Alla base di questo ottimo risultato vi è, oltre all'effetto della buona annata per quanto riguarda il grano duro e il pomodoro che ha incoraggiato gli investimenti da parte delle imprese agricole, proprio il maggiore utilizzo dello strumento PSR". |