Il Public Camp 2009 di Bari ha preso il via con i saluti istituzionali del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Il Presidente Vendola ha subito puntato l’obiettivo sul rapporto fra Pubblica Amministrazione e cittadini, utilizzando la metafora del castello e del Sovrano. “Il potere del Sovrano – secondo Vendola - dipende dalla segretezza delle sue azioni”. Il punto è rompere il muro di segretezza fra PA e cittadini. Non è sufficiente però “inondare di informazioni i cittadini – continua Vendola – anche perché viviamo in un periodo di slittamento semantico, in cui non c’è più la condivisione di un vocabolario chiaro. E quindi non c’è una chiara possibilità di discernimento delle informazioni.”
Il cuore del problema, secondo Vendola, resta la sovrapposizione fra comunicazione pubblica e comunicazione politica, proprio mentre la comunicazione politica ha fatto in questo decennio un salto di qualità e si spinge sempre più verso la comunicazione pubblicitaria, che considera il cittadino come un ricevente passivo di messaggi suadenti e rassicuranti. “La crepa possibile in questo muro – continua Vendola – è rappresentata dalle nuove tecnologie di informazione, che possono garantire un ritorno al patto civico”. Sulla stessa lunghezza d’onda si pone l’intervento di Eugenio Iorio, dirigente della Comunicazione in Regione Puglia, che ammonisce però la Pubblica Amministrazione sulla sua autoreferenzialità, che impedisce il rapporto di fiducia con i cittadini. “Rimanere nella logica di autoreferenzialità significa rimanere nel dominio del potere, significa rappresentare la verità del potere, non comunicare la verità”.
E’ necessario, quindi, secondo Iorio, ricostruire il senso di sacralità delle istituzioni. La conclusione dell’intervento di Iorio è poi un po’ in polemica con Brunetta, “Limitare la comunicazione alla fase di annuncio o rottura, senza cioè prevedere una continuità e uno sviluppo dello scambio istituzioni-opinione pubblica se non a livello caricaturale avrà pure una iniziale efficacia pubblicitaria, ma poco costruisce di duraturo. E’ insensato far giudicare i cittadini sull’operato della P.A. senza aver ricostruito la conoscenza delle istituzioni, fatta, in primis, dalla consapevolezza dei diritti e dei doveri di ogni cittadino. Valutare emotivamente non aiuta, valutare con consapevolezza è necessario”. |