Per i produttori di latte continua l’emergenza. Lo spiraglio aperto dal recente accordo sul prezzo alla stalla in Lombardia, pur importante, non è stato sufficiente a riportare serenità nel settore, visto che l’aapplicazione della legge 33/2009 sulle quote latte è praticamente bloccata e si prevedono ancora tempi lunghi. Infatti, con un po’ di lungaggini politico-amministrative e con l’azione legale avviata da alcuni produttori si è fatto più lontano il momento cruciale del pagamento delle multe e, quindi, dei debiti verso lo Stato. Così quello che, negli scorsi mesi, la Cia-Confederazione italiana agricoltori aveva previsto si è, purtroppo, puntualmente avverato. Non a caso, proprio durante il dibattito sul testo di legge si richiedeva una modifica con la quale prevedere la rinuncia a tutti i contenziosi legali al momento dell’assegnazione delle nuove quote.
Ma tutto ciò non è avvenuto e così la stragrande maggioranza dei produttori che hanno rispettato le leggi dello Stato, da un lato continuano a versare i solidi della rateizzazione prevista dalla precedente legislazione, dall’altro non possono sperare in nessun aiuto finanziario, a parte le esigue risorse di origine comunitaria. Questa preoccupante situazione di paralisi sta, dunque, avendo conseguenze negative sui sostegni già programmati per gli allevatori, che, oltretutto, vengono da un anno, il 2009, estremamente difficile, con un calo dei prezzi all’origine dell’11,4 per cento e con costi in continua crescita. Infatti, il Fondo di 45 milioni di euro previsto per i produttori che avevano acquistato quote rimane miseramente senza copertura finanziaria e nella realtà inattivo.
di Leonardo Verdini |