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RADIO LOCALI: IN LOMBARDIA IL PRIMATO PER INVESTIMENTI PUBBLICITARI.

La popolarità e il successo del mezzo radiofonico non sono state poste in discussione dalla crisi, che pure qualche problema l’ha creato. Questo il quadro emerso dalla ricerca “Il mercato radiofonico in Lombardia”, commissionata dal CORECOM, condotta dal professor Marco Gambaro dell’Università degli Studi di Milano.

 

La ricerca è la prima in Italia ad affrontare il mondo delle emittenti radiofoniche dal punto di vista del mercato pubblicitario, analizzando i costi di produzione, l’offerta e l’innovazione tecnologica, i dati relativi al pubblico e agli orari di ascolto. Nel suo saluto il Vice Presidente del Consiglio regionale, Marco Cipriano, ha sottolineato come la radio, avvalendosi della sola voce, “consenta uno scambio alla pari tra fruitori e conduttore”. A fronte delle attuali difficoltà derivanti dalla congiuntura economica, il Vice Presidente Cipriano ha inoltre ricordato la collaborazione che il Consiglio regionale da anni mantiene con il sistema delle radio locali. Nell’introdurre i risultati della ricerca, la Presidente del CORECOM, Luisa Sangiorgio, ha ripercorso le tappe dell’evoluzione delle radio in Lombardia.

“Oggi – ha sottolineato – le radio devono guardare con più attenzione a finanziamenti a fronte di servizi resi, puntando soprattutto sulla comunicazione istituzionale. D’altro canto, le pubbliche amministrazioni, soprattutto quelle locali, possono stabilire un rapporto più diretto con i propri cittadini attraverso le emittenti radiofoniche. Da sempre, infatti, la vita della radio è stata segnata dalle politiche pubbliche”. Sia pur tra luci ed ombre, difficoltà legate alla crisi economica e alla sfide tecnologiche (web radio, social network e digitale terrestre), le radio locali lombarde si confermano un settore economico trainante. Per esempio, in Lombardia si concentra il 17% degli investimenti pubblicitari radiofonici locali in Italia. Nonostante ciò dal 1995 al 2005 il numero delle radio si è dimezzato, passando da 230 a 116.

Un processo, questo, che non ha però scalfito la popolarità del mezzo radiofonico tanto che dai dati emerge che 73 persone su cento ascoltano la radio. Nel dibattito successivo al seminario “Radio locale, nuove tecnologie, impresa, territorio” hanno partecipato numerosi esponenti ed operatori, i quali hanno elogiato l’utilità della ricerca, non solo quale contributo per la diffusione della cultura del mezzo radiofonico ma anche come strumento per migliorare il marketing pubblicitario. Le sfide del digitale e dei social network, l’esiguità dei contributi pubblici e il sistema di rilevazione degli ascolti sono stati alcuni dei temi che hanno animato la tavola rotonda, coordinata da Tiziano Mariani (CORECOM Lombardia), cui hanno partecipato Claudio Astorri (Astorri Comunicazione Radio), Fabrizio Berrini (Aeranti - Corallo), Eugenio Lateana (Radio FRT), Biagio Longo (A2A), Sergio Serafini (Radio Popolare Network), Giuseppe Di Masi (Direttore Ispettorato Territoriale Lombardia – Ministero Sviluppo economico).

A conclusione dei lavori è intervenuto Paolo Garavaglia, Direttore Relazioni esterne, internazionali e Comunicazione Regione Lombardia che ha rilanciato la necessità di una più stretta collaborazione tra radio locali e pubblica amministrazione . “Non basta comunicare a tutti – ha sottolineato - ma, sotto l’influsso dei social network e delle innovazioni tecnologiche, è sempre più urgente per le amministrazioni pubbliche anche incontrare ciascuno dei cittadini- utenti”. Un fronte, questo, che deve veder sempre più alleate radio locali e amministrazioni. 116 emittenti radiofoniche in Lombardia. 6,4 milioni di ascoltatori, ossia quasi il 20% del totale nazionale. Cresce il numero di donne all’ascolto e cala quello dei giovani, rispecchiando il trend demografico. Aumenta l’ascolto nelle ore del mattino e scende conseguentemente in quelle serali.

Sono alcuni dati emersi dalla ricerca “Il mercato radiofonico in Lombardia” commissionata dal Comitato Regionale per le Comunicazioni e presentata questa mattina nella Sala Stampa dell’Aula Consiliare alla presenza del Vicepresidente Marco Cipriano e Maria Luisa Sangiorgio, presidente del Corecom. La ricerca, curata dal professore di Economia della Comunicazione Marco Gambaro (Università degli studi di Milano), fa una fotografia a 360 gradi del mercato radiofonico regionale e tratteggia uno scenario in trasformazione dovuto anche alle nuove tecnologie. Cambiano gli orari di ascolto e il tipo di pubblico.

Cambia la composizione dei costi dell’impresa radiofonica, nettamente diversa tra grandi e piccole emittenti, e cambia la qualità del palinsesto. Andamento mercato radiofonico - Stando alla ricerca, le emittenti locali lombarde registrano un calo (46%) inferiore rispetto a quello registrato a livello nazionale (57%). Conseguentemente all’inferiore tasso di riduzione, cresce proporzionalmente l’incidenza delle emittenti radiofoniche locali lombarde, finendo per rappresentare il 12% di tutto il panorama radiofonico locale italiano. Ma se le radio locali in Lombardia hanno ascolti spesso peggiori rispetto al complesso delle emittenti locali sparse nel nostro Paese, al contrario cresce lo share delle emittenti nazionali, che passa dal 58 al 71,2%. Questo sarebbe dovuto al fatto che essendo la maggior parte delle emittenti nazionali nate e sviluppatesi a Milano, gli ascoltatori lombardi le percepirebbero come macro emittenti locali.

In meno di 15 anni, è dimezzato il numero di radio presenti sul territorio lombardo. Nel 1995 le emittenti erano 230, oggi ne restano solo 116. I network nazionali convivono con emittenti locali fortemente legate al territorio ma diverse per struttura economica e qualità del palinsesto. Si va dagli operatori pluriregionali, potenzialmente pronti al salto nazionale, a emittenti locali con strutture ben dimensionate, fino all’universo, difficilmente verificabile, delle radio artigianali che sono in perenne affanno per gli alti costi strutturali. Pubblicità - Circa 600 milioni è l’investimento pubblicitario complessivo: 421 sono investimenti radiofonici nazionali e 202 quelli locali.

Il 17% di questi ultimi si concentrano in Lombardia: circa 34 milioni di euro. La provincia che ne ha usufruito maggiormente è stata Milano (30 %), seguita da Brescia (18%) , Bergamo (15%), Varese (9%) e Mantova (8%). Nuove tecnologie - Circa il 70% delle radio lombarde si è adeguata alle nuove tecnologie orientandosi verso la digitalizzazione della produzione re la messa in rete di un sito web dove pubblicare il palinsesto e offrire servizi di streaming on line.


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