Dal gennaio 2004 al giugno 2009 sono stati accertati 708 casi di corruzione e 662 casi di concussione nella Pubblica amministrazione La notizia è contenuta nel Rapporto annuale al Parlamento del SAeT (il Servizio Anticorruzione e Trasparenza del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione) che il Ministro Renato Brunetta ha illustrato ieri nel corso di una conferenza stampa. Dalla mappatura della corruzione emerge quindi una media di 250 casi all'anno: un numero esiguo se rapportato agli oltre 3 milioni 650mila dipendenti pubblici (per una media annuale di un caso ogni 14.600 dipendenti pubblici).
I fatti illeciti scoperti si distribuiscono in tutte le Regioni italiane, con numeri peraltro molto esigui in Valle d'Aosta (un episodio), Friuli Venezia Giulia (8), Sardegna (10), Trentino Alto Adige (10), Marche (13), Basilicata (15) e Molise (21). Come per la quasi totalità dei reati, le denunce risultano più numerose nelle regioni dove le opportunità di una condotta criminale sono maggiori a causa del Pil pubblico più elevato, delle transazioni a rischio quantitativamente più numerose e anche del maggior numero di dipendenti pubblici. Non deve quindi sorprendere che il primo posto per i casi accertati di corruzione e concussione spetti alla Lombardia (207 casi), seguita dalla Campania (193), dalla Sicilia (144), dal Lazio (142) e dalla Puglia (123).
Per questi 1.370 casi di corruzione e concussione sono state denunciate 7.502 persone (1.018 donne e 6.484 uomini). Numeri esigui, anche qui, per Valle d'Aosta (un masc hio), Friuli Venezia Giulia (39 denunciati, dei quali una sola donna), Sardegna (55 denunciati, dei quali 4 donne), Trentino A.A. (53 denunciati, dei quali 4 donne), Marche (63 denunciati, dei quali 13 donne), Basilicata (108 denunciati, dei quali 10 donne) e Molise (57 denunciati, dei quali 7 donne). In particolare, la Basilicata registra una media di 7 persone denunciate per ogni caso di corruzione e/o concussione individuato.
La recente ratifica della convenzione ONU sulla corruzione e la Riforma Brunetta hanno creato le premesse per rafforzare, in modo coerente al profondo processo di rinnovamento della Pubblica amministrazione avviato dal Governo, il sistema di difesa dell' integrità e della correttezza dell'azione amministrativa. In particolare, la Riforma Brunetta valorizza la trasparenza, ridisegna la valutazione e la responsabilità dirigenziali, esalta la meritocrazia e quindi incentiva i bravi a non tollerare più quelle distorsioni, illegittimità e favoritismi che sono alla base di più gravi reati.
Dalla mappatura della corruzione emerge che - dopo la truffa aggravata tesa a percepire indebitamente finanziamenti pubblici - questo tipo di reato è il più frequente: quasi il 28% di tutti i 20.511 reati contro la Pubblica Amministrazione. Per questi 5.708 casi sono state denunciate in Italia 6.885 persone (2.246 donne e 14.639 maschi). In cima a questa hit parade negativa si trova la Calabria con 2.915 persone segnalate (305 donne e 2.610 maschi), seguita dalla Sicilia con 2.694 (405 donne e 2.289 maschi) e dalla Campania con 2.670 (268 donne e 2.402 masch i). Alla Sicilia va il primato per le donne denunciate (405) dal 2004 ad 30 giugno 2009, mentre all' Umbria va quello della percentuale piùelevata di donne denunciate sul totale dei segnalati (93 su 399 persone denunciate, il 23%). |