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REFERENDUM: LA CIA INVITA AD ANDARE ALLE URNE

Sul nucleare e sull’acqua il voto è un atto di libertà e di impegno civile.

 

Un invito esplicito a partecipare alla consultazione referendaria del 12 e 13 giugno prossimi sul nucleare, l’acqua e il legittimo impedimento viene rivolto dalla Cia, Confederazione Italiana Agricoltori di Taranto, che ritiene l’appuntamento un momento di libertà individuale e di impegno sociale e civile. Le questioni poste dai referendum, sottolinea la Cia, riguardano problemi e questioni di rilevanza per la nostra società e investono non solo aspetti economici, ma anche etici e scientifici non certo marginali. Andare alle urne, rileva la Cia, è, quindi, un atto di civiltà e di democrazia. E lo è ancora di più quando, come nel caso della prossima consultazione referendaria, si è chiamati ad esprimere un proprio parere su materie complesse e delicate che riguardano da vicino tutti i cittadini.

É dunque opportuno che su queste tematiche ci sia la più ampia informazione possibile e che non vi siano ostacoli di sorta che impediscano una corretta campagna informativa. I cittadini devono essere messi nelle condizioni di votare in maniera libera, democratica e consapevole. La Cia, che non dà un’indicazione ma lascia libertà di voto, ha ricordato, tuttavia, che l’acqua e il suo accesso, come ha affermato più volte l’Onu, sono un diritto fondamentale, inalienabile, individuale e collettivo. In quanto fonte di vita insostituibile per l’ecosistema, l’acqua è un bene vitale che appartiene a tutti. A nessuno, individualmente o come gruppo, è concesso il potere di appropriarsene a titolo privato.

L’acqua non è una merce e non appartiene ai mercati, ma ai cittadini che devono farsi carico, in maniera responsabile e solidale, degli usi e delle modalità con cui garantirne l’accesso alle future generazioni. L’acqua è il vero motore dello sviluppo sostenibile e, soprattutto per l’agricoltura, è un elemento di primaria importanza. Senza l’acqua non c’è agricoltura e senza l’agricoltura non c’è vita, perché mancherebbe la possibilità di assicurare la manutenzione del territorio e la corretta gestione dell’acqua anche per gli altri usi, a partire da quello potabile. Per questa ragione la Cia ha ribadito che, davanti ai problemi idrici del nostro Paese, è sempre più indispensabile l’istituzione di un’Autorità nazionale delle acque.

Obiettivo primario è quello di ristrutturare e ammodernare il nostro sistema idrico al fine di eliminare tutte quelle perdite nella rete di adduzione e di distribuzione, che provocano un’enorme dispersione della risorsa acqua, soprattutto da noi dove si registrano allarmanti carenze idriche. Tutto ciò partendo da una valutazione di fondo: l’acqua per l’agricoltura è elemento vitale di diversificazione produttiva e in molti casi della stessa sussistenza. Per quanto riguarda il nucleare, la Cia ha evidenziato come quella dell’atomo non è l’unica energia possibile. Ci sono altre fonti alternative da sviluppare e a cui proprio l’agricoltura può dare un notevole contributo, come nel caso delle biomasse, del fotovoltaico, dell’eolico. Ad esempio, quella da biomasse è un’energia a emissioni zero, ma anche economicamente competitiva, dal momento che arriva a costare meno della metà dei combustibili fossili, e soprattutto è molto più stabile e indipendente dalle fluttuazioni del mercato.

Un’opportunità importante anche per le aziende agricole, che producono continuamente materia prima per l’industria di conversione energetica da biomasse. D’altra parte, ci sono elementi economici che spingono a concentrare l’attenzione su questa energia rinnovabile. Recenti studi hanno infatti dimostrato che se l’Italia riuscirà a raggiungere gli obiettivi prefissati dall’Ue per il 2020 (coprire con le rinnovabili un terzo del fabbisogno energetico totale), l’industria energetica “verde” potrà creare nel nostro Paese ben 250 mila posti di lavoro, di cui presumibilmente più di 100 mila lavoreranno nel settore delle biomasse. Una prospettiva credibile, a giudicare dal ritmo di crescita che il comparto ha avuto in questi anni: basti pensare che dal 2008 l’intero settore è cresciuto del 60 per cento l’anno.

Quanto accaduto in Giappone, nella centrale di Fukushima, è, comunque, emblematico. Non si tratta, però, di una semplice questione emotiva ma di un discorso molto più ampio che va sviluppato in maniera seria e approfondita, anche con validi supporti scientifici. Pertanto, è importante sviluppare da subito tutte quelle fonti energetiche rinnovabili “verdi” che, tuttora, rappresentano la strada percorribile più sicura ed economicamente valida. Per la Cia, dunque, davanti ai quesiti proposti dalla consultazione referendaria, l’astensionismo non è una scelta opportuna. Bisogna, invece, informarsi sugli argomenti sottoposti dai referendum per partecipare responsabilmente al voto e decidere così in maniera consapevole.


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