In questi giorni di campagna elettorale la richiesta più pressante che mi è arrivata dai tanti cittadini che ho incontrato riguarda il lavoro. Interessava poco lo schieramento politico, l’appartenenza alla destra o alla sinistra. In tanti cercavano nei miei occhi la speranza per un posto di lavoro. Dai dati del 2009 la disoccupazione in Puglia è al 13 % questo dato disaggregato per età si innalza in maniera devastante in ri ferimento ai giovani. È un terreno minato perché tutti propongono sviluppo e occupazione. Per noi che veniamo dalle imprese la realizzazione di un posto di lavoro è un dato economico matematico. Sappiamo che creare un singolo posto di lavoro significa investire denaro in vista di un possibile ritorno economico per l’impresa stessa.
L’utilizzo reale dei fondi comunitari, specificatamente del Fse (fondo sociale europeo) e del Fas (fondo aree sottoutilizzate) può e deve essere l’investimento necessario per creare occupazione. Potrei sparare anche io delle cifre ma dico in franchezza che, data l’ingente mole di risorse comunitarie non ancora utilizzate, parlare di 100mila posti di lavoro è un obiettivo credibile. A questa affermazione bisogna essere conseguenti, quindi spingere verso l’innovazione, la formazione, il sostegno alle piccole imprese (soprattutto di giovani), la de burocratizzazione. Se le aziende pugliesi avessero i tempi e le pastoie burocratiche della regione puglia sarebbero tutte irrimediabilmente già fallite. Noi dobbiamo essere capaci di portare lo spirito di impresa nel governo della cosa pubblica utilizzando al massimo le competenze dei funzionari regionali che già esistono. La soluzione non è dare consulenza ma è ottimizzare l’esistente. Oggi è più vero che mai governare la Puglia … è un’impresa. |