L'indomani la schiacciante vittoria del si sull'abrogazione della proposta di legge sul nucleare, è prevista per oggi pomeriggio, presso la VIII Commissione della Camera, la presentazione di Legambiente del documento contenente le "Linee Guida" necessarie per definire gli iter autorizzativi che devono seguire le diverse tipologie di impianti e le regole per la corretta progettazione e inserimento nel paesaggio degli impianti da fonti rinnovabili. A renderlo noto è l'ufficio stampa della Legambiente Nazionale proprio in prossimità dell'evento. In coerenza con le queste, le Regioni possono articolare e adattare ai caratteri del proprio territorio e i contenuti, in modo da garantire trasparenza e efficacia delle procedure di realizzazione degli impianti e di tutela del paesaggio.
L’individuazione delle aree non idonee è dei temi fondamentali nel rapporto tra Linee Guida nazionali e regionali. Nel testo sono infatti individuate le categorie di aree “non idonee” all’installazione di impianti come riferimento da considerare da parte delle Regioni poi per motivare, attraverso un attenta istruttoria, le ragioni per cui è vietata o limitata la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, per ragioni di tutela dell'ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico e artistico, della biodiversità e delle tradizioni agroalimentari locali. Intanto già qualche mese fa qualcosa è cambiato: Legambiente plaude all’approvazione da parte della Giunta regionale pugliese delle Linee Guida per gli impianti da fonti rinnovabili.
Entrato in vigore il 1° gennaio 2011, il provvedimento fa della Puglia l’unica Regione in cui sono state recepite le Linee guida nazionali e dove finalmente si può contare su regole certe per l’approvazione dei progetti. Così ha dichiarato Edoardo Zanchini, responsabile energia di Legambiente “ Non solo perché ha rispettato i tempi previsti dalla Legge, ma anche per aver approvato un provvedimento chiaro e approfondito che riguarda tutte le fonti rinnovabili. Ad oggi infatti sono intervenute con provvedimenti che riguardano solamente il fotovoltaico, la Toscana, l’Emilia Romagna, il Piemonte e le Marche. E’ ora che anche le altre Regioni si muovano, quindi, per definire finalmente regole certe in modo da diffondere in tutta Italia impianti da fonti rinnovabili integrati nel territorio e nel paesaggio”.
Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia ha aggiunto: “Ci auguriamo che con questo provvedimento termini una situazione di incertezza e polemiche intorno alle fonti rinnovabili in Puglia, una Regione leader in Italia per lo sviluppo del solare e dell’eolico che deve proseguire in questa direzione di sviluppo”. Un impegno sottoposto anche al confronto pubblico, dal momento che la proposta è stata discussa anche con i cittadini, apportando così ulteriori cambiamenti e miglioramenti.
“Ora ci aspettiamo - ha concluso Tarantini - che la Regione completi il quadro delle regole, intervenendo sulle procedure che riguardano gli impianti di grande taglia, quelli sottoposti a VIA al di fuori delle aree non idonee, in modo da dare certezze alle aziende e ai cittadini, attraverso criteri che permettano di integrare nel territorio gli impianti eolici, solari, da biomasse”. |