Roma - Pronto a votare “una riforma della giustizia vera”, con “separazione delle carriere” e “spersonalizzazione del pubblico ministero” il quale dovrebbe lavorare “seriamente, professionalmente e sobriamente” e senza che possa essere “leggibile come figura politica”. Il leader dell’Alleanza per l’Italia (Api) Francesco Rutelli ha spiegato in un’intervista a Libero la sua idea di riforma della giustizia. Ha posto solo un paletto: deve essere “una riforma, non un piccolo provvedimento tampone che dovrebbe servire solo ad allontanare un attacco giudiziario da Berlusconi che peraltro non si allontana mai”.
E Rutelli ha anche un suggerimento pratico per il premier: “Fossi in lui cambierei consulenti, perché ogni leggina che fa non serve a nulla”. La riforma immaginata dal leader di Api è netta: “Separazione delle carriere. Spersonalizzazione del pubblico ministero. Non vorrei conoscere i pm, non vorrei vederli in televisione. Vorrei che facessero il loro lavoro seriamente, professionalmente, sobriamente. Vorrei che non siano leggibili come figure politiche. E li voglio liberi di indagare su chiunque. E penso che tutti gli italiani sarebbero contenti di questo. E se i magistrati sbagliano, debbano rispondere. Una scelta - ha concluso - che fu sancita persino da un referendum in Italia”. |