“Esprimiamo dubbi sulla proposta ministeriale di riordino delle cure primarie” – lo ha affermato Biagio Papotto Segretario Generale Cisl Medici – che ha così proseguito: “stralciato l’articolo sulla dipendenza attraverso il quale le regioni potevano unilateralmente collocare i convenzionati nell’area medica e limate le criticità sulla ridistribuzione del compenso, rimangono altre perplessità tra cui l’obbligatorietà delle U.C.C.P. Temiamo – continua Papotto - che la fretta possa sconvolgere un sistema di assistenza primaria prima ancora di fare chiarezza su forme assistenziali alternative in cui la stella polare del bene comune ci sembra un po’ più lontana. Comunque – ha concluso Papotto - la Cisl Medici darà il suo contributo per la stesura definitiva”. Lo si legge in un comunicato della Cisl Medici.
SANITA': GIUNTA REGIONALE MARCHE INCONTRA DIRETTORI DI AREA VASTA
Un augurio e un invito: “Lavorare in squadra”. È quello che la Giunta regionale delle Marche ha rivolto oggi ai cinque direttori di Area vasta, ricevuti nel corso della settimanale seduta dell’esecutivo, insieme al direttore generale dell’Asur, Piero Ciccarelli. L’incontro è servito per presentare i nuovi manager della sanità pubblica e per recepire le loro prime indicazioni. Il presidente Gian Mario Spacca ha sottolineato l’importanza di “separare le funzioni di gestione da quelle della programmazione, per consentire alla sanità marchigiana di confermare i risultati raggiunti in questi anni. Occorre recuperare efficienza attraverso la riorganizzazione dei servizi e l’appropriatezza delle prestazioni. Un lavoro di squadra che deve superare le logiche localistiche e della politica, per puntare esclusivamente al soddisfacimento delle esigenze dei cittadini, in un contesto economico caratterizzato da scarsità di risorse nazionali”. “Ci attende un impegno gravoso - ha ribadito l’assessore alla Salute, Almerino Mezzolani - perché dovremo innalzare la qualità dei servizi all’interno di un quadro economico difficile. Per fare questo abbiamo semplificato il modello organizzativo ed esaltato il gioco di squadra, puntando su professionalità consolidate presenti nella sanità marchigiana”. Sfida raccolta da Ciccarelli che ha indicato, nel recupero dell’efficienza, “la strada maestra da seguire, per mantenere alta la qualità delle prestazioni, senza poter contare su nuove risorse economiche”. I direttori di Area vasta hanno anticipato alcune valutazioni: Maria Capalbo (Pesaro) ha parlato di integrazione tra ospedale e territorio. Maurizio Bevilacqua (Ancona) della necessità di proseguire con il recupero di efficienza. Enrico Bordoni (Macerata) di rete dei servizi. Gianni Genga (Fermo) del contenimento dei costi e Gianni Stroppa (Ascoli) della collaborazione con gli operatori sanitari.
SANITA': DOMANI AL SENATO DIBATTITO SU ICTUS E FIBRILLAZIONE ATRIALE
"Ictus e fibrillazione atriale: aspetti clinici, economici e sociali" é il titolo del dibattito che si terrà domani, martedì 27 settembre alle ore 11.00, presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica. Dopo l'introduzione del sen. Antonio Tomassini, presidente della Commissione Sanità, interverranno i senatori Raffaele Calabrò (Pdl) e Daniele Bosone (Pd). Seguirà il dibattito di numerosi esperti del settore".
VENETO: PIANO SANITA', POTENZIARE PREVENZIONE E SCREENING
"Bene la solida impostazione epidemiologica e bene la scelta di incardinare la prevenzione nei servizi territoriali. Ma, dal punto di vista di metodo, il nuovo piano sociosanitario non pone strategicamente al primo posto le attività di promozione della salute e di prevenzione. L'investimento ottimale nella prevenzione dovrebbe catalizzare il 5 per cento del fondo sanitario, mentre il sistema veneto attualmente dedica alle attività di promozione dalla salute tra il 2,5 e il 3 per cento. Sandro Cinquetti, coordinatore delle società dei medici igienisti, ha invitato la commissione Sanità del Consiglio veneto (impegnata a raccogliere pareri e osservazioni sulla bozza di nuovo piano) a porre maggior attenzione a vaccinazioni e screening, attività - spiegano i medici dei servizi d'igiene - rivolte alla popolazione adulta sana che dovrebbero essere permanenti e non legati ad occasionali e sporadici progetti a termine. 'Attività regolari di prevenzione - ha spiegato Cinquetti - è requisito fondamentale per garantire l'equità del sistema sanitario, soprattutto in tempi di crisi come gli attuali' ".
PUGLIA: ZULLO (PDL), SOLIDARIETA' A DIRETTORI SANITARI E AMMINISTRATIVI
Il Consigliere regionale Pdl, Ignazio Zullo ha diffuso la seguente dichiarazione: “Sono fuori dal coro di contrarietà alla giusta richiesta avanzata dai Direttori Sanitari e Amministrativi di vedere equiparato il proprio trattamento economico in misura non inferiore a quello percepito dai Direttori di Struttura Complessa, ossia dai Primari. La Politica non può seguire acriticamente gli umori del popolo ma ha il dovere di essere classe dirigente e informare e formare il popolo con alto senso di responsabilità anche a rischio di essere impopolare. I Direttori Sanitari ed Amministrativi non sono organi politici ma tecnici professionisti, non sono nominati dalla politica ed hanno responsabilità sul piano tecnico professionale maggiori di quelle del Direttore Generale delle Aa.Ss., poiché l’uno, il Direttore Sanitario, dirige tutti i servizi sanitari e quindi è a capo di tutti i primari Sanitari e l’altro, il Direttore Amministrativo, dirige tutti i sevizi amministrativi e quindi è a capo di tutti i dirigenti amministrativi. I due, in ragione della direzione dei servizi sanitari e amministrativi, hanno il dovere di fornire pareri obbligatori seppure non vincolanti di carattere tecnico-professionale e non già politico al Direttore Generale per il buon andamento dell’azione gestionale di quest’ultimo. Accomunarsi all’idea che questi professionisti accettino di percepire un trattamento economico inferiore a quello percepito dai propri sottoposti significa non chiedersi perché un professionista debba mettersi in aspettativa dal ruolo di primario nella propria Azienda Sanitaria per ricoprire ruoli di Direttore Sanitario o Direttore Amministrativo percependo meno di quanto percepiva prima. Si fa subito strada l’idea che chi accetta tale situazione possa avere introiti derivanti da altre vie non lecite considerato che i Direttori Sanitari e Amministrativi hanno l’obbligo di lavorare nel ruolo a tempo pieno e con rapporto esclusivo non avendo neanche la possibilità di esercitare l’attività libero-professionale. Si corre il rischio che il ruolo di Direttore Sanitario e Amministrativo sia accettato solo da gente anziana ormai in pensione che accetterebbe qualsiasi riduzione perché da una parte assomma alla pensione anche il trattamento economico di Direttore Sanitario o Direttore Amministrativo e dall’altra non ha certamente più motivazione, orgoglio, e voglia di crescita professionale da spendere nel futuro nel mercato del lavoro. Anche al fine di far comprendere al Presidente Vendola e all’Assessore Fiore che il provvedimento di riduzione dei compensi per i Direttori Sanitari e Amministrativi è in contrasto con le norme nazionali di riduzione della spesa pubblica e di retribuzione delle due citate figure professionali, ho presentato un’interrogazione che spero faccia riflettere un po’ tutti nell’interesse del Ssr che ha bisogno di recuperare efficienza, economicità, qualità e professionalità e che, quindi, deve avvalersi delle migliori professionalità retribuendole secondo legge e senso di equità e giustizia”.
VENETO: COLETTI, 80 % PIANO SANITA' TRASCURA MALATI ALZHEIMER
"Nessuna delle oltre cento pagine del nuovo piano sociosanitario nomina la malattia di Alzheimer, vera emergenza dei nostri tempi". Lo ha denunciato l'associazione dei malati di Alzheimer, presieduta da Giuliana Coletti, alla commissione Sanità del Consiglio veneto (impegnata in una maratona di audizioni sulla bozza di piano). Attualmente in Veneto oltre l'80 per cento dei malati è assistito in famiglia, spesso senza adeguati supporti da parte di strutture e servizi. “Il piano non ipotizza risorse finanziarie specifiche per questo tipo di patologie - ha aggiunto il presidente del coordinamento veneto delle associazioni Arcadio Riosa - né dà indicazioni specifiche perché le case di riposo e gli istituti residenziali predispongano appositi posti letto per i malati di Alzheimer. Il nostro timore è che il progressivo accorpamento di fondi, la mancata previsione di nuclei residenziali per questo tipo di grave patologia generativa e la mancata erogazione degli assegni di cura e degli assegni di accompagnamento metta definitivamente in ginocchio le famiglie.
SANITA': MARINO (PD), INSUFFICIENTI FONDI SU LEGGE CONTRO DOLORE
Questa indagine è molto preziosa perché il Governo può utilizzarla per pungolare le Regioni e gli ospedali in ritardo a mettersi in regola in tempi brevissimi altrimenti dovranno scattare le sanzioni previste dalla stessa legge e cioè meno fondi a disposizione". Così il Senatore democratico Ignazio Marino, intervistato dal Sole 24 Ore in merito alla verifica dei Nas sull'applicazione della legge sul dolore approvata un anno e mezzo fa. "Si può dire che il 70 per cento dei 244 ospedali visitati dai Nas è più o meno in regola con le norme, anche se ci sono gravissimi ritardi soprattutto in alcune aree del Paese". "Resta il fatto - dichiara poi - che i fondi a disposizione sono assolutamente insufficienti. Per la cura del dolore sul territorio, dopo cioè la dimissione del paziente dall'ospedale, c'è un milione di euro a disposizione per quest'anno. In Germania ne hanno stanziati 150 per le stesse finalità. Qualcuno deve aver fatto male i conti". |