“Non sappiamo ancora se i debiti delle Ulss siano di 500 milioni di euro, di 600 o davvero di un miliardo. Ma sappiamo che purtroppo saranno i cittadini a pagare questa voragine nei conti della sanità veneta”. Così si esprime il consigliere regionale Antonino Pipitone, a nome del gruppo dell’Italia dei Valori, in merito al ‘buco’ del bilancio sanitario regionale. Pipitone, che di professione è medico, esprime forte preoccupazione per le ricadute che si avranno sulla popolazione: “Sappiamo per certo che Zaia ha già detto ai direttori generali di tagliare e di risparmiare. Le conseguenze saranno nefaste. Si taglieranno i servizi, oltre a ridurre all’osso il personale.
Così, naturalmente, si allungheranno ancora le liste d'attesa. Zaia ha lanciato un messaggio molto chiaro e preoccupante, dicendo ai medici di base: fate troppe prescrizioni diagnostiche. Cosa significa? Che ci sarà sempre meno prevenzione, e meno gente sarà curata in maniera adeguata ed in tempo”. E tra i primi effetti dei risparmi ‘forzosi’ imposti, Pipitone cita il piano di prevenzione e cura del diabete per il quale non risultano disponibili i finanziamenti promessi. “I quasi 400 mila diabetici della nostra regione hanno avuto finora solo false promesse.
Dove sono finiti i 15 milioni di euro per la prevenzione e la cura del diabete, di cui non c’è ancora traccia? Si avverte molta amarezza – conclude Pipitone – nel vedere file di cittadini che si rivolgono sempre più spesso alle visite private. La sanità pubblica è distante, è lenta ed arranca. Di questo passo non riuscirà più a dare risposte adeguate ai malati ed ai loro familiari”. |