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SCIOPERO TIR: SALGONO A 100 MLN I DANNI, DA BUTTARE 50MILA TONNELLATE DI CIBO AL GIORNO
Salgono a oltre 100 milioni i danni subiti dall’agroalimentare Made in Italy a seguito del blocco della circolazione che impedisce le consegne dei prodotti deperibili come l’ortofrutta, il latte, i fiori, la carne e il pesce. Scorte esaurite entro 2 giorni ma gia’ mancano prodotti e + 40 % prezzi per le verdure.
 
E’ questo il bilancio tracciato dal presidente della Coldiretti Sergio Marini a piazzale Flaminio a Roma nel corso della mobilitazione “Coraggio Italia!” che ha portato gli imprenditori agricoli a regalare ai pensionati italiani e alle famiglie in difficoltà, frutta, verdura, uova e latte rimasti bloccati nelle aziende agricole e nei magazzini a causa dello sciopero dei Tir. Al danno economico immediato va aggiunta la perdita di credibilità con la grande distribuzione europea pronta a sostituire il prodotto Made in Italy con quello proveniente da Paesi come la Spagna nell’ortofrutta o dall’Olanda per i fiori, diretti concorrenti della produzione Made in Italy. La situazione è difficile lungo tutta la penisola con i principali mercati ortofrutticoli completamente bloccati e perdite che vanno dai 7,5 milioni di euro per il mercato di Fondi a 3 milioni di euro per quello di Catania. La Sicilia è in ginocchio ma gravi difficoltà sono segnalate anche in Campania dove si perdono 1,2 milioni di euro al giorno per il latte, anche di bufala, e oltre 5 milioni per l’ortofrutta. Il Consorzio della mozzarella di bufala campana ha stimato danni per 600mila euro mentre in Emilia Romagna ci sono problemi per la mancata consegna di prodotti ortofrutticoli che potrebbe costare una decina di milioni e in Puglia tra latte, ortofrutta e fiori il danno è di circa 7 milioni di euro e in Lombardia. Ovunque si segnala un preoccupante calo degli ordinativi dall’estero ed un aumento delle difficoltà per gli agricoltori che oltre alla perdita per il prodotto deprezzato o svenduto sono costretti ad accollarsi anche quello dello smaltimento dei prodotti non più commercializzabili. La situazione di difficoltà dell’economia è reale, a partire dal caro gasolio che è costato solo alle aziende agricole 400 milioni di euro in un anno, ma la crisi in queste condizioni rischia di aggravarsi e occorre far ripartire al più presto la circolazione. Cinquantamila tonnellate di prodotti alimentari deperibili al giorno tra latte, fiori, frutta e verdura che quotidianamente lasciamo le aziende agricole e le stalle rischiano di essere buttati mentre nei negozi e supermercati le ultime scorte saranno esaurite entro un paio di giorni ma già adesso mancano molti prodotti e si registrano speculazioni al consumo sui prezzi che per alcuni ortaggi sono aumentati anche del 40 per cento. Se a Bologna la frutta è stata consegnata direttamente alla mensa dei poveri della Caritas, decine di migliaia di cittadini, da Milano a Roma, da Bari a Catania, hanno fatto la fila per ricevere dagli agricoltori della Coldiretti i prodotti genuini della campagna. Secondo un monitoraggio effettuato dalla Coldiretti nei mercati e supermercati della Capitale le zucchine non si trovano più come le arance di Sicilia, la lattuga sì, ma solo nelle buste preconfezionate, di pomodori ce ne sono pochi e a prezzi esorbitanti con i datterini venduti a 8,7 euro al chilo. Gli agricoltori sono costretti a svendere il proprio prodotto distrutto o sottopagato per il deprezzamento, mentre molti consumatori non riescono ad acquistare alimenti essenziali per la dieta. Zucchine, verza, spinaci, cicoria, lattuga, broccoli e pomodori scarseggiano e quando si trovano nei supermercati i prezzi sono decisamente alti come i peperoni e le melanzane a 3,10 euro al chilo o il pomodoro ciliegino a 5,45 euro al chilo, secondo il monitoraggio della Coldiretti. La situazione è particolarmente difficile nei supermercati dove si è interrotta la catena per l’approvvigionamento, mentre è migliore nei mercati rionali e nei mercati degli agricoltori dove sono gli stessi produttori agricoli a rifornire i banchi. In queste condizioni, per sostenere la spesa degli italiani in un difficile momento di crisi, per denunciare il grave danno subito dagli agricoltori e per contrastare le speculazioni sui prezzi di vendita dei prodotti, gli agricoltori della Coldiretti hanno dunque distribuito lungo tutta la penisola centinaia di quintali di frutta e verdura e migliaia di litri di latte e uova. Peraltro, nonostante le difficoltà alla circolazione c’è l’impegno per i prossimi giorni a garantire gli approvvigionamenti nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove si trovano solo prodotti locali a chilometri zero che non devono subire lunghi spostamenti ed i prezzi sono calmierati. L’86 per cento delle merci in Italia circola su strada dove ogni giorno viaggiano con tir e camion circa 525mila tonnellate di prodotti agricoli e alimentari dei quali poco meno del 10 per cento sono deperibili.

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