Ci si potrebbe chiedere: ma ci si può fidare di una banca che chiude il proprio bilancio in rosso? Evidentemente il ‘paracadute’ di cui il comparto gode, offre ampie garanzie. Quindi la risposta può essere in generale ‘si’. Ma se la banca chiude in rosso certo è che è molto imbarazzante che chieda forti garanzie ai propri clienti che magari si vedono negare linee di credito.
I clienti italiani, imprese e famiglie, non sono abituati ad informarsi sui ‘conti’ delle banche con cui lavorano, ma sarebbe sempre bene farlo. Anche perché, e ce ne sono davvero tante (vedi esercizio 2008 – Annuarieconomici.it), questi istituti, dovendo recuperare redditività, molto probabilmente saranno indotte ad adottare politiche aggressive sul fronte delle ‘spese’ e accessori da addebitare sugli estratti conto.
La recente crisi sta infatti mettendo a dura prova anche la capacità italiana di ‘fare banca’. Molti i licenziamenti annunciati, altri già eseguiti: una situazione a dir poco fluttuante. Sta tornando di moda la ‘banca del territorio’, quella con la quale è più facile rapportarsi, perché il direttore di agenzia magari viene a giocare con te a calcetto la sera e quindi non può proprio ‘fregarti’, altrimenti la settimana dopo gliela fai scontare! Ma con la politica di aggregazione degli ultimi decenni nel comparto bancario-finanziario, di vere e proprie banche autonome sul territorio ce ne sono rimaste davvero poche.
E talvolta senza una vera e comprovata capacità di fare banca. Un bel problema per tutti. Soprattutto per la Pmi italiana che sta perdendo i riferimenti di una volta, quando nel proprio paese, dopo il sindaco, il parroco (o viceversa), il farmacista e il maestro si salutava con rispetto il ‘Direttore’ di banca. Oggi sempre più un forestiero fra la gente. |