In merito alla conclusione a Toronto del SIAL – Salon International de l'Alimentation – che ha visto l’Italia per la prima volta come partner – Agrofarma Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica – sottolinea l’importanza di queste occasioni per promuovere anche all’estero la qualità dell’agroalimentare Made in Italy. “Il settore agroalimentare italiano, che rappresenta un’eccellenza a livello mondiale, deve essere sostenuto con convinzione anche all’estero. Il SIAL è stato un’occasione importante per promuovere il nostro patrimonio enogastronomico in Canada, un mercato da 30 milioni di potenziali consumatori” – dichiara Andrea Barella, Presidente di Agrofarma – “Siamo inoltre molti lieti di apprendere che l’agroalimentare italiano sta conquistando questo Paese, con un aumento dell’export nel 2010 del 3% circa, per un valore di circa 586 milioni di euro.
Esportare i nostri cibi significa, infatti, promuovere anche la nostra cultura in tutto il mondo. Ricordiamo a questo proposito che il settore italiano agroalimentare più esportato in assoluto è l’ortofrutta fresca, che nel 2010 ha realizzato un fatturato di oltre 4 miliardi di euro”. L’innovazione svolge un ruolo strategico per garantire la qualità e la sicurezza del Made in Italy: un uso corretto e sostenibile degli agrofarmaci è parte integrante di questo processo ed è indispensabile per tutelare le colture dagli agenti patogeni che le minacciano (funghi, parassiti, insetti, ecc.). “
E’ importante che tutta la filiera agroalimentare italiana sia compatta nel cercare di supportare gli agricoltori italiani. – prosegue Barella – Per realizzare agrofarmaci efficaci e sostenibili le aziende del comparto investono ogni anno in R&D circa il 6% del fatturato complessivo del settore, pari a circa 47 milioni di euro, lavorando a stretto contatto con le imprese agricole del territorio italiano per sviluppare tecnologie innovative al fine di proteggere al meglio le coltivazioni nostrane”. L’agricoltura italiana può inoltre contare oggiAggiungi un appuntamento per oggi su un sistema di qualità nazionale di produzione integrata all’avanguardia, garantito dal ddl 2260 divenuto legge a gennaio. La produzione integrata infatti prevede l’uso di tutti i mezzi produttivi e di difesa delle produzioni agricole nel pieno rispetto dei principi ecologici, tossicologici ed economici, predisponendo a un utilizzo corretto e responsabile dei fitofarmaci. |