«Apprezziamo la tempestività e la trasparenza di INAIL nel rispondere alle giustificate rimostranze mosse dalle associazioni di categoria in merito agli esiti del “Click Day” per la presentazione delle richieste di accesso al bando di finanziamento per gli investimenti in prevenzione – ha commentato il presidente UNIMA, Aproniano Tassinari – ed è indubbio che il collasso del sistema informatico sia stato causato dall’enorme numero di tentativi di accesso e non da una cattiva gestione o volontà da parte dell’Istituto. Al di la di alcuni discutibili aspetti del bando stesso, che a nostro avviso ha mantenuto troppo larghe le maglie dei possibili accessi favorendo potenziali comportamenti alla “prendi i soldi e scappa”, risulta difficile essere d’accordo con il presidente INAIL quando sostiene che “i disguidi tecnici riscontrati non hanno in alcun modo alterato la par condicio dei partecipanti” quando proprio questi disguidi hanno consentito ad alcuni l’accesso ed escluso molti altri, così come troviamo discutibile il voler suggerire che tali disguidi siano stati dovuti all’enorme e inatteso numero di connessioni contemporanee, elemento prevedibilissimo in una “gara a tempo”.
Auspichiamo vivamente che, sulla scorta di questa esperienza, in futuro si provveda a evitare simili “incidenti di percorso”, utilizzando ad esempio un sistema ad accesso orario differenziato su base regionale. Quanto è accaduto, comunque – conclude Tassinari - evidenzia in maniera drammatica due ordini di problemi: la ridicola consistenza dei fondi disponibili, esauriti nonostante tutti i problemi tecnici nel volgere di pochi minuti e, soprattutto, il deficit strutturale di un sistema informatico che invece di garantire un trattamento imparziale a tutti è collassato escludendo la maggior parte di coloro che hanno tentato di accedere al portale dell’Istituto.
La possibilità di gestire senza problemi centinaia di migliaia di connessioni web contemporanee è testimoniato da sistemi ludici come il comunissimo “YouTube”, e fa rabbia che in Italia le istituzioni non possano, non riescano o non vogliano sfruttare tutte le potenzialità offerte dalla tecnologia per semplificare in maniera efficace la vita dei cittadini».
Fonte UNIMA |